Una mappa su Augusta fa scoprire i “trucchi” delle statistiche ufficiali

AUGUSTA, 11-1-2019 (Massimo Ciccarello): Vogliono sfatare dati alla mano la narrazione social di una città da Terzo mondo, e finiscono per scoprire i giochi di prestigio delle statistiche fornite dalle fonti ufficiali. A incapparci è stata una delle realtà più vive del Terzo settore di Augusta, che adesso lancia la “provocazione” alle forze sociali e culturali di aprire un dibattito su percentuali “neutre” che sfidano tanto le leggende metropolitane, quanto il comune buon senso. Rischia di diventare un vaso di Pandora, l’iniziativa che Sulidarte ha presentato alla stampa l’11 gennaio. Il progetto “Sulimap”, realizzato insieme a due scuole e donato sia agli altri istituti che al Comune, voleva mappare un territorio dove luci e ombre spesso si sovrappongono, fino a diventare indistinguibili. Venti ragazzi dell’Arangio Ruiz impegnati nelle ricerche su economia e lavoro, insieme ad altrettanti studenti del Megara focalizzati sugli aspetti monumentali, intendevano tirare fuori una carta geografica simile a una radiografia sociale. Con i dati economici e occupazionali riportati in sintesi percentuali e raffrontati con la media nazionale, da affiancare a geodemografia, ambiente e salute, storia, natura e tempo libero. Alla fine hanno trovato riscontri numerici talvolta sorprendenti, alcuni destinati sicuramente a far discutere ed altri sufficienti ad inorgoglire.

A questa mappa del terzo millennio non poteva certo mancare l’interattività. Così hanno inserito 13 “qr-code” che, inquadrati con lo smartphone, aprono altrettanto finestre video su You-tube con filmati su percorsi naturalistici e monumentali. E non mancano nemmeno due “interviste alla pubblica amministrazione”, su protezione civile e spazi culturali. Un report completo, anche se sintetico, destinato ad arricchirsi di ulteriori contributi tramite un concorso “Crea il tuo video” che la presidente, Elena La Ferla, ha annunciato verrà indetto fra gli studenti. Nel frattempo spera che Sulimap, elaborata dal grafico Attilio Patania e stampata tanto in depliant che in manifesti da affiggere nei plessi scolastici, diventi pure un pannello che il Comune possa posizionare in alcuni punti strategici. Anche se, in questo caso, si renderebbe necessario almeno un “approfondimento” delle statistiche. Perché, pur attingendo da fonti attendibili come Istat, Confindustria e Comune, alcuni dati riportati in maniera grezza scatenerebbero un mare di polemiche. Oltre a fuorviare. Come accadrebbe con quelli tratti dal Registro territoriale di patologia dell’Asp di Siracusa. Secondo il quale l’incidenza di malattie tumorali ad Augusta sarebbe inferiore alla media italiana. Un risultato che stride con quanto emerge da qualsiasi censimento empirico, ultimo in ordine di tempo quello di Stop veleni. E che riapre la questione sulla attendibilità delle fonti ufficiali sull’argomento “inquinamento ed effetti collaterali”.

Allo stesso modo, il turista che volesse farsi un’idea di Augusta attraverso il tabellone, avrebbe necessità di capire l’apparente paradosso di una città che occupa il primo posto in provincia per reddito imponibile pro-capite (19.004 euro), ma allo stesso tempo registra un tasso di occupazione del 37,5 per cento (contro una media nazionale del 58). Dato che fa il paio con il 17,9 per cento di disoccupati, a fronte del 8,4 in Italia, e con il 47,9 di disoccupazione giovanile contro il 29,8 della percentuale italiana. Non richiederebbe invece spiegazioni il facile conteggio aritmetico sul livello di scolarizzazione, che pone Augusta sopra la media nazionale con il 58,9 di diplomati e laureati, contro il 55,1 del continente. Certo, sarebbe stato interessante sapere anche quanti di questi augustani fanno parte di quei 52 mila laureati siciliani che, dal 2002 al 2017, sono emigrati al Nord. “Ma – precisa sconfortata la presidente La Ferla – nessun ente è stato in grado di fornirci questo dato”. Appunto.

Commenti

commenti

Lascia un Commento