Uffici stampa? Meglio un whatsapp. Augusta “abolisce” la legge 150

AUGUSTA, 15-2-2019 (Massimo Ciccarello): Un ufficio stampa per comunicare ai sensi di legge le attività istituzionali del Comune? Non serve, basta uno squillo al cellulare o un whatsapp alla sindaca Cettina Di Pietro. Con questo ”innovativo” uso della tecnologia, l’amministrazione 5 Stelle di Augusta si sostituisce e “abolisce” la legge 150 del 2000. È quanto emerge da una dichiarazione diffusa dalla prima cittadina ai cronisti locali, attraverso un gruppo social subito chiuso dopo le puntualizzazioni degli organi sindacali di categoria.

Infatti, all’articolo 6 della normativa ancora vigente “in attuazione dei princìpi che regolano la trasparenza e l’efficacia dell’azione amministrativa”, si prescrive appunto che “le attività di informazione si realizzano attraverso il portavoce e l’ufficio stampa”. Eppure a chi faceva notare, per conto di RegioneLife, che ”un gruppo whatsapp può integrare, ma non sostuire, i canali tradizionali”, e perciò ”resta pertanto fortemente prioritario che questi rapporti si svolgano nell’alveo della corretta applicazione della legge”, la grillina ha replicato:”Particolari problemi non sono stati posti da giornalisti che scrivono sulla stampa nazionale, r che per chiedere il rilascio di dichiarazioni mi hanno contattato a questo numero di cellulare”.

La pentastellata ha inoltre aggiunto che ”chi non ritiene ortodosso il metodo può continuare ad utilizzare il proprio, inaudita altera parte e fuori dai limiti dell’esercizio legittimo del diritto di critica e di cronaca sancito dal nostro ordinamento”. La reazione all’ennesimo dispregio è stata chiara e determinata. “L’appello costante alle difficoltà economiche di un ente, non può evitare di valutare con attenzione valore e contenuti di una legge dello Stato”, puntualizza Prospero Dente, segretario provinciale dell’Assostampa. Mentre il Gruppo uffici stampa fa notare che ”l’idea di ricorrere a una chat in assenza di un ufficio stampa rappresenta, per quanto se ne sa, una novità in Sicilia ed è la conferma che gli amministratori di Augusta dovrebbero approfondire il tema dell’informazione istituzionale”.

Il presidente regionale del Gus, Francesco Di Parenti, spiega che ”proprio la crescita quantitativa delle informazioni e delle modalità di comunicazione rende ineludibile la necessità, per un ente pubblico, di dotarsi di un ufficio stampa professionalizzato e non il contrario”. Aggiungendo che ”gli uffici stampa, come pensati da una delle leggi meno applicate dalla politica, sono strumenti di trasparenza al servizio della democrazia e della partecipazione dei cittadini”. In sostanza, i 5 Stelle sono in buona compagnia con la “vecchia politica” riguardo informazione e trasparenza. Eppure, il Movimento della “discontinuità” dovrebbe essere d”esempio a rispettare la #legalità sulla 150. Lo spiega chiaramente l’Associazione dei giornalisti radiotelevisivi e telematici.

“Ricordiamo, a chi interessa saperlo, che la legge 150 viene approvata nell’anno in cui l’Unione Europea emanò la direttiva sulla diffusione della conoscenza e la partecipazione all’azione amministrativa”, dichiara Pippo Cascio, presidente dell’Agirt. Aggiungendo che ”su quelle basi, nacque anche la legge 328 di riforma dei servizi sociali che, come la 150, pone la centralità dell’informazione come elemento portante dello sviluppo ed impone l’ascolto del territorio per progettare e programmare i servizi”. Specialmente chi si occupa di giornalismo telematico sa che ”la comunicazione disintermediata, soprattutto sui social, in assenza di professionisti dell’informazione rischia di creare equivoci, generare fake news, trasformarsi in misinformation. E a soffrirne sono soprattutto le popolazioni amministrate che hanno il diritto di conoscere la verità dei fatti, come la legge impone, nel segno di quella trasparenza istituzionale che non deve essere confusa con la propaganda politica”.

Comunicato della redazione di RegioneLife

“Un gruppo whatsapp può integrare, ma non sostuire, i canali tradizionali di comunicazione fra Enti (e coloro che li rappresentano) e Organi di stampa (giornalisti corrispondenti e collaboratori in primo luogo).

Resta pertanto fortemente prioritario che questi rapporti si svolgano nell’alveo della corretta applicazione della legge sugli uffici stampa, allo stesso modo in cui ogni Ente ricorre a figure professionali laddove usufruisce di servizi attinenti a professioni regolamentate dalla legge.

La complessa situazione finanziaria di un Ente non può far venire meno il rispetto della normativa vigente in materia attività professionali, giornalisti compresi.

Ricordo altresì che solo un comunicato stampa regolarmente firmato da un iscritto all’Ordine dei giornalisti – che al pari di altri Ordini vigila sul rispetto delle norme etiche e deontologiche – garantisce che la comunicazione sulle attività dell’Ente stesso sia improntata a correttezza, trasparenza e buona fede.

Nelle more di una normalizzazione dei rapporti Ente-Stampa nella direzione di cui sopra, ritengo comunque necessario che le comunicazioni istituzionali non abbandonino la prassi consolidata delle mailing list inoltrate dagli uffici di gabinetto, a tutela e garanzia sulla ufficialità della fonte”.

Dichiarazione di Cettina Di Pietro

Sindaco di Augusta

“L’ente non dispone di un ufficio stampa ed è notorio.

Tuttavia, particolari problemi non sono stati posti da giornalisti che scrivono sulla stampa nazionale e che per chiedere il rilascio di dichiarazioni mi hanno contattata direttamente su questo numero di cellulare , che garantisce l’autenticità della fonte .

In questa chat riporterò dichiarazioni personali e risponderò a domande che i giornalisti vorranno pormi.

Chi non ritiene ortodosso il metodo può continuare ad utilizzare il proprio, inaudita altera parte e fuori dai limiti dell’esercizio legittimo del diritto di critica e di cronaca sancito dal nostro ordinamento (visto che si puntualizzano regole e norme)”.

Dichiarazione di Prospero Dente, segretario provinciale Assostampa

“Una chat non può essere scambiata per medium esclusivo di un’Amministrazione né può diventare mezzo di lavoro per i cronisti.

Una chat può servire per veloci e brevi scambi o dichiarazioni. Non può certo sostituirsi alla comunicazione istituzionale e trasmettere allegati importanti per l’attività dell’ente.

Una chat di gruppo, pur interessante, non costituisce il metodo di lavoro. I cronisti hanno esigenze diverse e, sicuramente, non sempre coincideranno con quelle dei colleghi. Da qui la necessità di audiatur et altera pars.

L’appello costante alle difficoltà economiche di un ente, non può evitare di valutare con attenzione valore e contenuti di una legge dello Stato.”

Dichiarazione di Francesco Di Parenti

Presidente regionale Gruppo uffici stampa:

“L’idea ricorrere a una chat in assenza di un ufficio stampa rappresenta, per quanto ne so, una novità in Sicilia ed è la conferma che gli amministratori di Augusta dovrebbero approfondire il tema dell’informazione istituzionale. Proprio la crescita quantitativa delle informazioni e delle modalità di comunicazione rende ineludibile la necessità, per un ente pubblico, di dotarsi di un ufficio stampa professionalizzato e non il contrario. Solo così si possono avere rapporti con i giornalisti improntati al reciproco rispetto. Gli uffici stampa, come pensati dalla legge 150 del 2000, una delle leggi meno applicate dalla politica, sono strumenti di trasparenza al servizio della democrazia e della partecipazione dei cittadini. Su questi temi da 19 anni chiediamo una seria riflessione che però non è mai avvenuta”.

Dichiarazione di Giuseppe Cascio

Presidente dell’Agirt:

“Vent’anni di battaglie per la legalità e la trasparenza nella pubblica amministrazione cancellate da un whatsApp. La sindaca di Augusta sceglie il contatto diretto e senza regole per comunicare con i giornalisti, dimenticando che la corretta informazione sulle attività amministrative è un obbligo di legge. Come è obbligatorio attivare gli uffici stampa, garanti di una informazione al di sopra delle parti, che differenzi sempre la comunicazione politica dalla comunicazione istituzionale. Un atteggiamento discriminatorio con il quale si sceglie a chi dare le notizie, oscurando le testate non considerate amiche. Il clima che si è venuto a creare ad Augusta ci preoccupa non poco, perché azzera anni di lotte della categoria dei giornalisti per la istituzione e la regolamentazione degli uffici stampa, e ricorda le veline contenenti il pensiero unico.

Anni di studio su comunicazione pubblica, comunicazione sociale, strategie di coinvolgimento emotivo attraverso i social, sui quali i giornalisti si sono impegnati, vengono annientati da un atteggiamento che definiamo eufemisticamente “originale”. Ricordiamo, a chi interessa saperlo, che la legge 150 rientra nel corpo degli interventi legislativi per la trasparenza della pubblica amministrazione. Viene approvata nell’anno in cui l’Unione Europea emanò ai paesi membri la direttiva sulla diffusione della conoscenza e la partecipazione all’azione amministrativa. In quell’anno, e su quelle basi, nacque anche la legge 328 di riforma dei servizi sociali, che, come la 150, pone la centralità dell’informazione come elemento portante dello sviluppo ed impone l’ascolto del territorio per progettare e programmare i servizi. Visto la strada che ha intrapreso la sindaca di Augusta, speriamo che non decida di sostituire le cabine di regia ed i focus d’ascolto previsti dalla 328 con una bella chat su Instagram, magari fa più chic ma a soffrirne sarà, ancora una volta, l’esercizio della democrazia.

La comunicazione disintermediata, soprattutto, sui social, in assenza di professionisti dell’informazione, rischia di creare equivoci, generare fake news, trasformarsi in misinformation. Ed a soffrirne sono soprattutto le popolazioni amministrate, quelle comunità locali che hanno il diritto di conoscere la verità dei fatti, come la legge impone, nel segno di quella trasparenza istituzionale che non deve essere confusa con la propaganda politica”.

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