Social ed informazione, presentati a Noto i saggi di Francesco Pira ed Emilio Pintaldi

Presentati a Noto, al teatro comunale “Tina Di Lorenzo”, i saggi “Piraterie”, di Francesco Pira e “Catemoto De Luca”, di Emilio Pintaldi. Al termine di un’intensa mattinata di studio, nell’ambito della formazione continua dei giornalisti, con approfondimenti su genius loci, emigrazione ed “Effetto Noto”, si è, così, entrati nel dettaglio della comunicazione del terzo millennio.
I due saggi, infatti, rappresentano la sintesi degli studi più avanzati sulla comunicazione nell’era dei social, una lucida analisi su come cambia la percezione della realtà quando viene filtrata on line. Il confronto su questi temi è stato coordinato dal presidente dell’Agirt, Giuseppe Cascio, in questa fase nella veste di giornalista esperto di comunicazione sociale. L’Agirt, peraltro, sui temi della comunicazione on line si sta impegnando molto, proprio sul fronte dell’aggiornamento professionale e della ricerca. Oltre al seminario di Noto, infatti, a settembre, organizzerà un nuovo confronto formativo, questa volta su “Big data e costruzione sociale della realtà”.
E proprio la costruzione sociale della realtà è stata al centro dell’approfondimento nella presentazione dei saggi di Pira e Pintaldi.
Il libro del professore Pira, sociologo, docente di comunicazione all’Università di Messina, oltre che giornalista professionista e columnist de “La voce di New York”, raccoglie una serie di articoli scritti sul quotidiano La Sicilia, proprio sulle ripercussioni nella vita quotidiana dell’uso frenetico del web.
“Da sociologo e giornalista – ha affermato il professor Pira- ho ritenuto utile fornire un contributo su temi, sui quali ci soffermiamo poco perché li consideriamo altro da noi, eppure condizionano i nostri comportamenti e la nostra esistenza non solo di singoli individui, ma soprattutto le relazioni interpersonali, impostandole su nuovi codici e nuovi linguaggi che dobbiamo imparare a riconoscere ed utilizzare in maniera consapevole. Troppo spesso si tende a dare la colpa ai social e più in generale al web per alcuni problemi della società di oggi – ha spiegato ancora il sociologo Pira – Ad esempio, se le relazioni finiscono a causa di gelosie nate sui social network è perché ormai sono le stesse relazioni ad essere liquide. Le tecnologie, se ben utilizzate, possono rappresentare strumenti straordinariamente utili in tutti gli ambiti della nostra quotidianità”.
Emilio Pintaldi , giornalista professionista, ideatore e conduttore della fortunata trasmissione televisiva “Malalingua”, con il suo saggio che ha la prefazione del professor Francesco Pira, ha, invece, messo a nudo metodi e tecniche usate dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, nella sua campagna elettorale. Un intervento a gamba tesa sulla tradizionale comunicazione politica, che ha cambiato radicalmente la maniera di tenere i rapporti con gli elettori, adesso totalmente mediati dal social.
“La profonda crisi che attraversa il nostro settore- ha spiegato Pintaldi-favorisce la nascita dei politici che diventano comunicatori. La loro pagina social diventa il loro social-ufficio stampa. I loro post contengono video con la loro versione dei fatti. Non esiste più una verità filtrata o commentata. Esiste la verità disintermediata. Cateno De Luca, sindaco di Messina, come tanti e forse meglio di tanti sfrutta al meglio le possibilità offerte dai social e sfrutta il web come se fosse una piazza virtuale. Fa a meno degli uffici stampa e dei giornalisti. Quelli che rimangono sulla piazza sono suoi concorrenti. È solo il primo effetto di una crisi della nostra professione che che sta andando velocemente verso l’ estinzione. Trascinandosi dietro la libertà”.

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