Siracusa ha celebrato l’anniversario del record mondiale di Enzo Maiorca

Il 30 luglio del 1988, nelle acque di Fontane Bianche, in provincia di Siracusa, Enzo Maiorca raggiungeva i – 101 metri in assetto variabile. Un record che lo rende ancora oggi uno degli immortali dello sport mondiale e che la sua città ha voluto ricordare con una serie di iniziative, organizzate dall’Area Marina Protetta del Plemmirio e dal Comune di Siracusa.

Una intera giornata legata al mare, come al mare è legato indissolubilmente il nome del grande campione siracusano.
Di mattina, una regata organizzata dalla Lega Navale di Siracusa, quindi Snorkeling nell’Area Marina Protetta del Plemmirio. In serata il sindaco di Siracusa, Francesco Italia,  ha intitolato un affaccio sul Lungomare di Levante ad Enzo Maiorca. Uno sguardo aperto sul mare, per ricordare questo grande campione.
Subito dopo, nella sede dell’Area Marina Protetta del Plemmirio,
“I cunti del mare”, dedicati al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente  – come lo stesso Maiorca amava insegnare ai giovani – a cura di Alessio Di Modica (Produzione Area Teatro).

Infine, “Sotto la muta un uomo”, il campione e l’amicoraccontati dal Massimo De Angelis, storico inviato dei Tg Rai, che ha seguito in diretta e in esclusiva i tentativi di record di Maiorca.

CRONACA DELL’EVENTO

Con il ricordo delle imprese benvenuti sede area marina protetta del plemmirio dove questa sera continueranno a ricordare un grande campione, un grande uomo, un siracusano amatissimo. Un uomo al quale ciascuno di noi lega un ricordo della propria vita. Ovvimente, un ricordo legato al mare. E non a caso il presidente, il padrone di casa, dell’area marina protetta del plemmirio, figlia dello storico campione, anche lei apneista, patrizia maiorca, ha deficito più volte qusta giornata la festa del mare. E al mare è indissolubilmente legato il nome di enzo maiorca, una sorta di sinonimo.

Il comune di siracusa e l’area marina protetta del plemmirio hanno voluto approfittare di un anniversario importante – i 31 anni dal record mondiale dei -101 metri in assetto variabile – per ricordare quwsto personaggio amatssimo. E io vorrei qui con me proprio il sindaco di siracsua, Francesco Italia e il presodente dell’atrea marina Patrizia Maiorca. 

In questi giorni la stampa ha parlato molto di quel giorno del 30 luglio del 1988. Lei ha ricordato quella giornata piena di emozioni, ma ha ricordato tanti annedoti legati a suo padre. Che – ha detto tra l’altro – era un uomo semplice plasmato dal mare, onda dopo onda.

PATRIZIA MAIORCA

Sindaco, lei ha inaugurato e intitolato un affaccio sul Lungomare di Levante, ad Enzo Maiorca. Uno sguardo aperto sul mare, non c’era niente di meglio per ricordare questo nostro campione. E tra l’altro, fin dal suo insediamento lo scorso anno, questo è stato uno dei suoi primi atti.

Una piccola area che rappresenta al meglio tutto quello che nella sua vita Enzo Maiorca ha voluto insegnarci: l’amore per il mare. Questo grande uomo ha anticipato temi oggi attualissimi, come il rispetto per l’ambiente, partendo da ciò che negli anni il mare gli aveva insegnato

(Patrixia Maiorca chiama Enzo Incontro….)

Questa giornata dedicata ad enzo Maiorca è inziata ovviamente a mare con una veleggiata, organizzata dalla Lega Navale di Siracusa che ringraziamamo e poi Snorkeling nell’Area marina.

Adesso invece lasciamo il palco a una nostra tradizione, i cunti.  In questo caso “I cunti del mare”, dedicati al rispetto dell’ambiente e alla salvaguardia della sua memoria – come lo stesso Maiorca amava insegnare ai giovani – a cura di Alessio Di Modica (Produzione Area Teatro).

C’E STATA, QUINDI, La RAPPRESeNTAZIONE Dei TRADiZIONALI CUNTI. HA POI RIPRESO L A PAROLA PATRIZIA MAIORCA

Ringraziamo Alessio Di Modica.
invito adesso a raiungermi sul palco un collega – perdonate questa parentesi, ma io stasera sono particolarmente emozionata. Non solo perché mi trovo nella mia città, ma anche perché mi è stato chiesto di occuparmi di un personaggio che ho sempre stimato moltissimo e che mi riposrta ai miei primi servizi giornalistici. Ragazzina, poter seguire per il giornale o per la tv per i quali lavoravo, i tentativi di record di Enzo Maorca era un sogno. Ho vissuto quei momenti, il silenzio sutrela e durante i preparativi, tutten le barche stracolme di gente che stavano attorno al pontone galleggiante dove c’rea insieme ad Enzo Maiorca anche le figlie, Rossana, strappata alla vita troppo presto e Patrizia. E poi i medici che stasera sono qui con noi e che tra poco sentiremo.
E infene, invidiatissimo, era il primo ad intervistare Maiorca, un collega della Rai che seguiva la comunicazione dei record della famiglia Maiorca, una voce indimentivabile dei tg Rai, Massimo De Angelis, bnvenuto.

Splendido il titolo di quest’ltimo appuntamento dedicato ad Enzo Maiorca “Sotto la muta un uomo”, per ricordare il campione e soprattutto l’amico.

“La conoscenza di Enzo Maiorca mi ha confermato il ventaglio di opportunità che la professione giornalista può darti – ha dichiarato De Angelis – Avevo seguito e intervistato per la Rai Enzo e le figlie, Patrizia e Rossana, nel corso di un  paio di rassegne sportive internazionali ad Ustica. Poco tempo dopo venni convocato a Siracusa in occasione dell’organizzazione di un’ immersione di Enzo Maiorca. Il presidente del Circolo che gestiva l’evento, mi disse che era stato lo stesso Enzo a richiedere il mio impegno per la comunicazione dei record della famiglia Maiorca. Oltre all’orgoglio per il riconoscimento che mi veniva attribuito da uno sportivo della sua levatura, ebbi il grande onore di conoscere tutta l’umanità che quell’uomo racchiudeva”.

Impossibile dimenticare la storica rivalità tra Maiorca e il suo eterno antagonista: Jacques Mayol. “Inizialmente papà – ha ricordato Patrizia Maiorca – non era in competizione con nessuno. Voleva battere solo se stesso. Poi arrivò Jacques e la sfida tra i due fu spietata. Una rivalità, che come spesso ripeteva mio padre, gli era servita per riuscire a battere i suoi stessi limiti. I suoi amici infatti lo chiamavano il ragioniere del mare, perché all’inizio  migliorava i suoi record di un metro alla volta. L’arrivo di Mayol lo costrinse a fare di più, ad osare ancora. Una rivalità che fu anche una profonda amicizia”.

Ma ricordiamo quel 30 luglio di trentuno anni fa. 

Nelle acque di Fontane Bianche, in provincia di Siracusa, Enzo Maiorca, che aveva 57 anni, raggiunse i 101 metri di profondità in un minuto e dodici secondi. Risalì in 1’23’’, tempo totale 2’35’’.Qualche giorno prima la figlia Rossana aveva conquistato il record mondiale in assetto variabile con -80 metri. Lo stesso non aveva potuto fare la figlia maggiore, Patrizia, per un problema a un orecchio, durante le discese di prova. La zona del record si trovava a due miglia dalla costa, a ridosso della nave Anfitrite, specializzata in lavori sottomarini e ancorata a una profondità di 120 metri. Accanto alla nave era stata agganciata una piattaforma di 5,50 x 6,50 metri dove era stato montato il sistema di discesa: una zavorra di 26 chili. A poca distanza, le barche stracolme di spettatori che quella mattina accolsero con un lungo applauso l’arrivo di Maiorca a bordo di un vecchio gozzo (sempre lo stesso) condotto dal fedelissimo Pippo Amico, conosciuto da tutti come Pippo 22, “l’ultimo di una dinastia di marinai”, lo definiva lo stesso Maiorca. Durante gli esercizi di preparazione il pubblico rimase in religioso silenzio. Un silenzio che sembrava interminabile e surreale e che durò fino a quando il campione siracusano riemerse con la targhetta con su scritto 101.

Enzo Maiorca imparò a nuotare a quattro anni e presto cominciò ad andare sott’acqua, anche se, secondo una sua stessa confessione, da piccolo aveva una gran paura del mare. Ai giovani ripeteva sempre quanto sia importante avere paura del mare e non prenderlo mai sottogamba. “Il nostro pianeta ha un nome sbagliato – diceva Maiorca – Non doveva chiamarsi Terra ma Mare, perché è mare il 70 per cento della superficie”. E se il mare navigabile (e nuotabile), è risorsa, avventura, il “mare verticale”, le profondità subacquee, sono mistero. “Il mare lo possiamo uccidere con l’inquinamento, ma non lo possiamo conquistare”, diceva il grande campione.

Da ragazzo un’altra sua grande passione era la pesca subacquea. Nel 1967 raccontò un aneddoto, poi diventato famoso, sul perché da avido cacciatore decise di abbandonare il suo fucile.“Mi ero immerso da poco quando riuscii ad arpionare una cernia. Era robusta e combattiva. Alla fine rimase incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione, passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato, nella cantina di casa mia”.

Molti anni dopo un’altra lezione di vita, proprio in occasione del suo record.“Quando afferrai la targhetta dei 101 metri sentii una voce che mi diceva che dovevo inchinarmi al mare e non immergermi più, non per senso di sconfitta, ma di rispetto”.

Commenti

commenti

Lascia un Commento