Sea Watch, Antigone: umanità viene prima della politica

AUGUSTA, 26-1-2019 (Massimo Ciccarello): “È il momento di scegliere fra diritti umani mai negoziabili e il mutevole opportunismo politico”. Non ci può essere altra sintesi che quella del collettivo Antigone, per fare piazza pulita di ogni retorica sull’assurda vicenda della Sea Watch 3.  La onlus ha dato voce all’indignazione generale montata ad Augusta il 25 gennaio, appena si è appreso che la nave con 47 naufraghi a bordo era stata lasciata fuori dal porto. Quello stesso porto nel quale il precedente governo voleva installare l’hotspot più grande d’Italia, con l’avallo dell’amministrazione 5 Stelle “perché ce lo chiede l’Europa”. 

Amministratori grillini che adesso fanno finta di nulla al coro di richieste per intervenire in favore di quei migranti che, dopo una lunga odissea in mare, i governanti gialloverdi non vogliono fare sbarcare. Lasciandoli all’addiaccio sul ponte dell’imbarcazione che li ha raccolti 7 giorni fa al largo della Libia, mentre mare grosso e vento gelido sferzano la baia di Santa Panagia dove sono stati fatti ancorare.

“Augusta ha il dovere di confermarsi città di pace, porto di speranza e simbolo indiscusso di solidarietà, ottemperando agli obblighi imposti dal Diritto Internazionale e a universali imperativi morali: è il momento di scegliere fra Antigone e Creonte”, scrive il collettivo. Chiedendo ai pentastellati che amministrano il Comune di far conoscere la loro posizione, a quella collettività cittadina “che non rimane indifferente di fronte la sofferenza”. La risposta è arrivata sotto forma di una rovente polemica da parte della sindaca Cettina Di Pietro contro il suo omologo di Siracusa, Francesco Italia. La cui colpa, in sostanza, sarebbe quella di averla messa in difficoltà di proposito, quando ha appoggiato la richiesta delle Ong e della Chiesa per aprire il porto alla nave soccorso. Così, mentre Antigone ricorda ai 5 Stelle augustani che qualsiasi considerazione di “realpolitik” non può sopraffare l’universale principio di umanità, la grillina la butta in caciara con l’amministrazione del capoluogo. Cercando di tirarci dentro pure il nuovo direttivo locale della Lega, “dal quale prendo le distanze”. 

Di Pietro mette in mezzo anche l’ennesimo atto vandalico alla sua vettura. A cui sono state di nuovo tagliate le ruote, ancora una volta mentre la sindaca senza auto blu si trova al centro di aspre critiche a mezzo social.  E ancora una volta la pentastellata lamenta che queste conseguenze ”reali” siano figlie delle contestazioni virtuali. “Basta alimentare un clima immotivato di odio nei miei confronti”, ha scritto nel suo profilo Facebook. La caccia al mandante morale del – o della – “gommicida” ha però appassionato solo la macchina social grillina. Il dibattito politico è rimasto invece fortemente ancorato al problema Sea Watch 3. 

Dieci consiglieri di opposizione hanno chiesto una seduta consiliare urgente sul tema, perché “non si può rimanere indifferenti alla crudeltà! Augusta e gli augustani hanno dimostrato in tutte le occasioni d’aver un grande cuore, accogliendo chiunque ne avesse bisogno”. Vogliono che la città, attraverso le sue istituzioni, assuma “un parere politico sulla drammatica vicenda di “47 persone, fra cui donne e bambini, che aspettano di scendere a terra dopo un lungo ed estenuante viaggio”.  La richiesta della minoranza, anticipata a mezzo social, ha trovato via Facebook una replica eloquente:“Gente che non è neppure capace di fare seria opposizione legata a fatti concreti e alla realtà”. 

La “irrealtà” di una nave con i naufraghi sballottati nel mare in burrasca, descritta dal post della sindaca, ha turbato Centopassi. Il circolo cittadino, in un comunicato dove esprime sostegno all’appello di Antigone e delle altre associazioni, ricorda che “nessun sondaggio può giustificare la politica e le scelte che riguardano esclusivamente la vita di 47 persone che sostano proprio di fronte le nostre case, dove hanno trovato riparo”. Aggiungendo eloquentemente che “proprio in questi giorni si celebra una vergognosa pagina di storia per l’Italia e l’Europa”, riferendosi a quel “Giorno della Memoria” che ricorda a cosa portano “le ideologie e la politica che le sostiene” quando si perde il senso dell’umanità.  

La Sea Watch 3 a Santa Panagia, col suo carico di disperazione lasciato in mezzo alla burrasca, sta dando a Centopassi- e non solo a loro – un “segnale a cui ci opponiamo”. Di Pietro conclude il suo post sulle gomme tagliate, avvertendo:”Ho promesso il mio impegno per questa martoriata città e non mi fermerete, fino all’ultimo giorno di mandato”. La grillina va avanti anche con le ruote scoppie, attribuendo moralmente i vandalismi a chi sostiene gli appelli umanitari. Centopassi però si ribella a chi appoggia col silenzio la chiusura dei porti a questi naufraghi di pelle scura, e poi fa passare per “istigatore” di intimidazioni chi fa appello ai diritti umani. “Non ci arrendiamo a questo clima di odio e paura dimenticando la nostra storia”.

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