Scandaloso, l’Asp di Catania restituisce i fondi per i campi estivi dei bambini con diabete

Agd sicilia ha richiesto un incontro urgente con il direttore dell’ Asp di Catania.

CATANIA – Non si sa che fine abbiano fatto e a che cosa sono stati destinati, resta il fatto che in violazione ai principi previsti dal Piano nazionale Diabete e dal decreto della Regione Siciliana pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 settembre 2013 l’Asp di Catania restituisce alla Regione i Fondi destinati ai campi scuola per bambini e ragazzi con diabete di tipo 1.  

Agd Sicilia ha chiesto un incontro urgente con il direttore dell’Asp di Catania Maurizio Lanza.

 “Si tratta di una scelta incomprensibile, grave non tanto dal punto di vista economico ma soprattutto perché palesa una mancanza di sensibilità. Così si torna indietro di decenni”, afferma Fabio Badalà presidente di Agd Sicilia.

“I campi scuola – aggiunge Badalà – rappresentano la rinascita per ragazzi e famiglie. È il momento in cui il bambino o ragazzino, dopo l’esordio della malattia, lascia per prima volta la famiglia in un ambiente protetto e sicuro confrontandosi e condividendo con altri coetanei la propria condizione”. 

Proprio il decreto dell’Assessore alla Salute del 9 agosto 2013 che istituì i Centri Regionali di rifermento di Diabetologia pediatrica, la commissione diabete per l’età evolutiva, i percorsi terapeutici ecc. ecc. sottolinea: “I campi scuola sono oggi riconosciuti dalle principali istituzioni diabetologiche internazionali come momento fondamentale insostituibile del processo educativo del bambino e ragazzo con diabete. I campi scuola rappresentano, indistintamente per tutti i giovani diabetici, un’opportunità finalizzata a migliorare la loro capacità di integrazione sociale. La Regione provvederà a regolamentare l’organizzazione dei soggiorni educativi- terapeutici” .

L’Asp di Catania conosce bene queste tematiche perché già dal 2014 ha il primato di essere appunto tra le prime e le poche, sul territorio regionale, ad aver utilizzato i fondi. Un primato che adesso pesa come un macigno proprio perché i responsabili dell’Asp non possono non essere consapevoli del danno arrecato a bambini, ragazzi e famiglie.                                                 A dire la verità non è stato mai troppo agevole organizzare i campi con l’ASP di Catania.  Ci sono sempre state difficoltà burocratiche e tortuosi percorsi spesso superati grazie all’impegno e alla competenza di qualche genitore di Agd Sicilia e alla disponibilità di medici ed infermieri del CRR di Catania.                   

   Spesso si è rinunciato o rimandato i campi educativi per la richiesta di un anticipo in garanzia da parte delle strutture ricettive. Quando si è chiesto loro fiducia, e i campi sono stati realizzati, alberghi e villaggi sono stati saldati sempre in ritardo, anzi (per esempio l’anno scorso) in grave ritardo compromettendo future organizzazioni nella stessa location.

 La sensazione, non piacevole, è che si è preferito ritornare i fondi indietro anziché affrontare e superare i problemi derivanti da una corretta ed efficiente organizzazione dei campi scuola.  Una decisione i cui risultati negativi colpiscono un bacino di utenza ben più vasto della ASP 3. Il Centro Regionale di riferimento del Policlinico serve tutta la Sicilia sud Orientale comprese le provincie di Ragusa e Siracusa     Ci auguriamo che l’Assessorato alla Sanità, con i suoi controlli di gestione previsti dal piano nazionale diabete, faccia chiarezza. E’ interessante capire che fine hanno fatto i fondi.

 La Sicilia è la prima regione in Italia come numero di casi di diabete di Tipo 1 una malattia di carattere autoimmune per cui non ci può essere nessuna prevenzione. Fondamentale è quindi l’autocontrollo, il confronto, la diffusione della conoscenza e di conseguenza l’utilizzo delle migliori cure.

Purtroppo per i pazienti, grandi e piccoli con DMT1, sta diventando sempre più una corsa ad ostacoli. Direttive nazionali e regionali valide si perdono poi nei labirinti delle singole ASP anche quando non sono previsti i capitoli di spesa. Ci si nasconde dietro un problema di risorse economiche ma quasi sempre è un problema di competenza, conoscenza e risorse umane. 

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