Petrolchimico, per La Ferla i “nasi elettronici” sono solo palliativi

Nasi elettronici, per Fabio La Ferla (presidente Organizzazione Siciliana Ambientale) solo dei palliativi. “Occorre fare di più”

Dopo la decisione dell’Assessore regionale al Territorio e Ambiente di accogliere la richiesta presentata dal sindaco di Priolo, sull’acquisto di “Nasi” elettronici per testare la qualità dell’aria , interviene il presidente dell’Organizzazione siciliana ambientale Fabio La Ferla. Esperto di sicurezza negli stabilimenti industriali, esprime il suo parere sulla vicenda riguardante le moleste odorigine e il finanziamento da parte della Regione del nasometro. Palazzo dei Normanni infatti ha stanziato 340 mila euro per l’acquisto di questi dispositivi che saranno piazzati a Priolo e negli altri comuni della zona industriale e dovrebbero serviranno ad individuare quali sostanze inquinanti vengono rilasciate nell’atmosfera. “Questi campionatori – dice La Ferla – andrebbero a misurare la quantità di sostanze, ma il loro funzionamento è tutto da scoprire. Hanno approvato alla Regione Sicilia più di 350 mila euro e così potremmo essere sicuri se c’è puzza nell’aria- dice sarcastico Fabio La Ferla- e soprattutto tramite un applicatore web potremmo segnalare da dove arriva la puzza o l’eventuale sostanza tossica. Siete stati geniali, ma mi chiedo : <<ma la raffineria non è piena di analizzatori di gas? A mio avviso sono solo dei palliativi puri. C’è bisogno di competenza, l’inquinamento è una cosa seria>>.
Il presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, date le sue competenze tecniche, non si astiene però dallo spiegare si cosa si tratta. In gergo dagli addetti ai lavori viene utilizzato il termine nasi. Come spiega dettagliatamente La Ferla: ” Sono degli analizzatori di sostanze tossiche, rilevano la presenza di sostanze inquinanti nell’aria espressa in ppm (parti per milioni). Si chiamano tecnicamente analizzatori di gas e riescono a percepire la presenza di H2s (acido solfidrico), Nh3 (ammoniaca), So2(biossido di zolfo), Co (monossido di carbonio). Sono dispositivi tarati in percentuale, sono provvisti di due tipi di allarmi sonori, A1 e A2: il primo allarme si manifesta generalmente alla presenza del 50% della sostanza presente, il secondo al 100% del tlv. Le percentuali sono tarate in virtù del TLV, la concentrazione massima che una persona può respirare in 8 ore lavorative in una settimana lavorativa. Ad esempio i tlv dell’ h2s è 10 ppm, l’allarme #A1 si attiverà a 5 ppm (parti per milioni), dell’ So2 è 2 ppm. Quando la concentrazione di rivelazione viene superata, queste sostanze definite tossiche possono comportare gravi problemi l’organismo, talvolta irreversibili”.
Il giovane presidente Fabio La Ferla, sensibile ad argomenti riguardanti il benessere e la salute pubblica come dimostrano le sue numerose battaglie contro amianto e inquinamento industriale, sostiene però che occorra andare alla radice del problema. Non basta, a suo parere, sapere quanta sostanza inquinante è presente nell’aria (“sempre che questi analizzatori, che possono essere comunque alterati, riescano a rilevare la quantità di gas”). Occorre invece fare prevenzione. “Il territorio deve essere bonificato – ribadisce Fabio La Ferla – . I 350 mila euro stanziati dalla Regione per l’acquisto dei nasometri potrebbero essere troppi. Sì, sono d’accordo con questa iniziativa – puntualizza Fabio La Ferla- che tutto sommato è un passo in avanti fatto dalle amministrazioni comunali (promotore dell’iniziativa il sindaco di Priolo) e, da presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, ne apprezzo il gesto, ma non dobbiamo pensare solo a soluzioni palliative. Bisogna, invece, andare a monte, programmando le bonifiche e tutelando l’ambiente. Per questo, occorre cercare di evitare le emissioni”.
L’avvocato Giardina del foro di Barcellona, consulente legale dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, ottimo ambientalista, specializzato in contenziosi ambientali, sostiene la causa di Fabio la Ferla e di tutto il consiglio direttivo composto da Alessandra Barbone, Claudia De Luca, Nuccio Durso e Roberto La Rosa. E’ uno staff di persone esperte, professionisti del settore ambientale e della comunicazione, che collabora con impegno alla realizzazione degli obiettivi dell’Organizzazione siciliana Ambientale. “Sostengo Fabio La Ferla – dichiara l’avvocato Giardina – nelle sue iniziative a favore di questo territorio ammorbato dai veleni dell’industria e a sostegno dei cittadini esposti ad inquinanti ed agenti morbigeni che derivano sia dell’amianto sia dai processi industriali. L’Organizzazione Siciliana Generazione Futura – dice l’avvocato Giardina- di cui mi onoro di essere rappresentante legale, è un’associazione che lavora per la tutela della salute della popolazione, la protezione ambientale, la tutela anche economica delle loro ragioni. La storia personale del suo Presidente Fabio la Ferla, la sua profonda conoscenza della realtà dell’area industriale siracusana, testimonia la serietà e professionalità dell’azione sociale. Il nostro team legale e tecnico è al fianco dell’associazione e delle sue iniziative e battaglie”.

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