Ortigia trasformata in un ristorante a cielo aperto, piazze invase da miasmi e tavolini

Quando il turismo uccide l’economia e la vivibilità: è il caso di Siracusa, che il boom di visitatori lo ha trasformato in un handicap per la città. Prezzi altissimi che rendono la vita impossibile ai residenti, tavolini di bar e ristoranti ovunque, piazze e stradine storiche invase da sacchi d’immondizia e miasmi provenienti dalle cucine. Il fenomeno è particolarmente evidente ad Ortigia, deturpata da uno sviluppo economico malato, in gran parte basato su investimenti stranieri o speculazioni al limite del tollerabile, in cui qualità e rispetto delle regole lasciano il passo alla speculazione. Peraltro, il crollo verticale della qualità dei servizi ha una ricaduta negativa sul turismo stesso, perché il passaparola tra i visitatori rappresenta un’implacabile spada di Damocle il cui filo si può spezzare da un momento all’altro. Ed il calo delle presenza di quasi il trenta per cento, registrato in questo scorcio dell’anno in corso, la dice lunga su come la politica del “tutto e subito”, in economia, non paghi mai. Ingresso nella toilette ad un euro (Castello Maniace), Arancini a 5 euro (nei pressi dell’Antico Mercato), dappertutto acqua minerale venduta al triplo del normale prezzo, contratti di lavoro, al minimo storico con un margine di “nero” che cresce sempre di più. Sono solo pochi, ma significativi esempi, di come la città d’Aretusa sia ormai in caduta libera, mentre i siracusani hanno perso il diritto a vivere il proprio centro storico, occupato, quasi militarmente.

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