Montalbano e la libertà di stampa, giornalista censurato durante le riprese a Siracusa

Santi Pricone, Il giornalista brutalizzato ed allontanato dal set di Montalbano.

Pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici in difesa dei giornalisti minacciati. Una voce nel deserto, in un contesto in cui la pace sociale che si cerca di instaurare somiglia molto a quella “pace dei cimiteri” di hobsiana memoria. Se questo è il prezzo da pagare, vogliamo la guerra, vogliamo che la dignità della categoria sia l’obiettivo principale di Ordine ed Assostampa. Sono troppi, ormai i giornalisti minacciati. Quello attuale, somiglia molto al clima pre marcia su Roma. Ma, questa volta, sulle montagne vogliamo andarci prima che la follia vada al potere, perché, come ci insegna la Lilt nelle sue sagge campagne di comunicazione sociale: “prevenire è meglio che curare”. Se questo è il prezzo, l’abbiamo pagato, nessun giornalista ormai deve esser minacciato.

Di seguito, il documento diffuso dall’Agirt, che respinge le telegrafiche scuse della produzione di Montalbano, chiedendo nomi e cognomi dei mandanti dell’infame farsa contro il nostro collega. Ribadiamo: se il prezzo della civile convivenza è la sottovalutazione del lavoro dei giornalisti, se davvero questo è il prezzo da pagare, noi, senz’altro, siamo in prima linea e vogliamo la guerra, come cantava, in ben altri contesti, Pino Masi, negli anni70.

COMUNICATO STAMPA dell’AGIRT

Adesso basta!!! L’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici (Agirt) stigmatizza l’operato del servizio d’ordine della troupe che sta girando alla stazione ferroviaria di Siracusa un altro episodio del Comimissario Montalbano. Piena solidarietà al collega Santii Pricone, che è stato rudemente allontanato dai luoghi in prossimità del set da persone che non avevano alcun diritto d’interrompere il lavoro di un giornalista in servizio. Un giornalista che si è, peraltro, ben qualificato. Sono sempre più frequenti fenomeni d’intolleranza e sottovalutazione dell’attività giornalistica, dagli insulti social alle mani addosso dei servizi d’ordine, che rendono ogni giorno più difficile il nostro lavoro. Non possiamo ancora una volta far finta di niente. Occorre un sussulto d’orgogkio dell’intera categoria, concordando iniziative che ripristinino la legalità ed il diritto ad informare ed essere informati garantito dalla Costituzione e prendendo anche in considerazione l’ipotesi di segnalare all’autorita Giudiziaria l’abuso subito dal Collega.

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