M5S offre assessori e alleanze, no dai movimenti di Augusta

AUGUSTA, 26-2-2019 (Massimo Ciccarello): Via al limite dei due mandati e, soprattutto, via libera ad alleanze con liste civiche nei Comuni. L’ultima giravolta dei 5 Stelle comunicata da Luigi Di Maio il 26 febbraio, apre nuovi scenari nelle manovre pre-elettorali augustane. E come li apre, li chiude. Perché nessuno dei movimenti già in pista per le amministrative del prossimo anno, mostra intenzione di abboccare all’amo grillino. Un inequivocabile “non se ne parla proprio” è arrivato da Augusta 2020, da CambiAugusta, e da Adesso Augusta. Tre liste civiche di diversa ispirazione – dal centrosinistra contiguo al Pd al centrodestra legato alla Lega, passando per l’area vicina al cattolicesimo moderato – che difficilmente saranno in campo da sole. Ma già ora sono sicure che coi grillini non vogliono averci a che fare. Almeno con quelli che attualmente rappresentano il “moVimento” in città.

“Se i 5 Stelle sono questi non può che esserci chiusura a priori”, dice Peppe Di Mare, candidato sindaco per i moderati della federazione #perAugusta. Al ballottaggio aveva sostenuto la pentastellata Cettina Di Pietro, nel quadro di un’intesa che avrebbe dovuto portarlo alla presidenza del consiglio comunale. Questo “contratto di governo” ante-litteram non solo è stato rimangiato una volta conquistata la sindacatura, ma il mancato alleato è stato anche tartassato con ogni genere di “insulti”. Compreso un inusitato “se le permetto di restare in quest’aula è solo perché è stato eletto”, pronunciato dalla sindaca a San Biagio nonostante – come le ha prontamente ricordato l’ostracizzato  – “venisse nel mio ufficio a richiedere la documentazione per l’attività politica in città”; ovviamente, prima che potesse accedere direttamente agli archivi di Palazzo. Perciò adesso è scontato il giudizio tranchant  del consigliere:“I grillini sono interlocutori inaffidabili”. Inoltre osserva che  la voglia di alleanze, annunciata dal vicepremier dopo la debacle delle regionali in Sardegna, “è un paracadute”.

Un salvagente che nessun altro del centrodestra sembra avere voglia di fornire. Nemmeno chi è espressione locale dell’alleato di Palazzo Chigi. Il movimento Adesso Augusta è nominalmente un’aggregazione autonoma, ma sostanzialmente costituisce l’ossatura politica della nuova Lega uscita dalla ristrutturazione dirigenziale. Perciò pesa doppio la bocciatura di Massimo Casertano, ispiratore della lista civica e segretario leghista “a termini di statuto”, quando afferma che per un tandem elettorale coi grillini “non ci sono i presupposti”. Spiegando che “siamo sempre stati critici verso questa amministrazione 5 Stelle e il metodo di selezione della sua classe dirigente”. Anche questa è una posizione quasi scontata, dopo la sorprendente “presa di distanze” con cui Di Pietro ha omaggiato la nuova dirigenza del circolo salviniano, nei giorni in cui la Sea Watch era bloccata fuori dal porto.

Neppure nel centrosinistra sono entusiasti di questa svolta M5s. Quando il cambio di rotta era in gestazione nella Piattaforma, Palazzo di città aveva discretamente sondato il terreno mettendo in palio qualche eventuale assessorato. A un anno dalle amministrative e coi bilanci in mezzo a una strada, però, non si sono lasciati imbambolare. Ora che il “moVimento” scopre le carte, Marco Niciforo gli indirizza un inequivocabile “ha amministrato in perfetta solitudine per 4 anni, guardandosi allo specchio”. Ergo, continui a farlo fino alla fine. Eppure l’attuale candidato sindaco di Augusta 2020, nel 2015, aveva cercato di gemellare la sua lista con quella pentastellata. Ma si era scontrato con la rigidità dei vertici grillini sull’argomento alleanze. Adesso quella offerta non sembra interessarlo più di tanto. “Non credo ci sia possibilità di interagire, dopo aver dimostrato in maniera evidente che sanno solo chiudersi a riccio dentro il proprio fortino”. Il capogruppo consiliare della civica contigua al Pd ricorda come “abbiano trascurato le realtà e le professionalità augustane, utilizzando assessori di fuori e facendo tutto quello che non si fa quando si vuole stringere un’intesa coi gruppi locali”.

Niciforo evidenzia che “la loro necessità di correre ai ripari dopo le débacle in Abruzzo e Sardegna”, almeno per quanto riguarda Augusta, si scontra “con un comportamento che ha creato un solco incolmabile”. Nel “no” ad alleanze col M5s, arrivato dalle uniche liste civiche con cui avrebbe elettoralmente senso farle, non pesa quindi solo il puro calcolo politico verso un partito in caduta libera nei consensi. C’è anche una forte componente emotiva. Frutto scontato di una condotta politica e umana che il presidente di CambiAugusta, Marco Stella, sintetizza brutalmente:“All’incapacità amministrativa hanno affiancato ignoranza, arroganza e maleducazione”.

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