La vera sfida dell’inclusione ai tempi del Covid

A cura della Prof.ssa Rosa Elisa Ssntangelo


In tempi di Covid-19 , di zone rosse, gialle e arancioni e di quarantena, il rischio principale per la scuola italiana è quella di abbandonare i propri studenti più fragili, ossia quelli con meno risorse -con riferimento, in particolar modo, agli alunni con disabilità-.
Come vivono, confinati in casa, gli alunni con disabilità ai tempi del Covid-19?
Come affrontare le difficoltà legate alla DaD?
Quali risposte dare alle famiglie che si sentono sole?
Dove trovare strategie e buone pratiche per evitare che questa lunga quarantena allontani questi studenti dal proprio percorso formativo ed educativo?
E’ difficile trovare soluzioni concrete e pratiche a tutte queste domande, soprattutto perché i bisogni educativi di uno studente con disabilità possono essere molti e complessi.
Il rischio è creare sofferenze e regressioni nel difficile percorso dell’inclusione, della ricerca di autonomia e di conquista delle conoscenze.
In questo contesto, i docenti di sostegno hanno un compito non facile, ossia rendere viva la relazione a distanza e per questo necessitano di piena collaborazione da parte dei colleghi disciplinari.
Il concetto di “Inclusione” non dovrebbe essere inteso come ricerca di una strategia speciale a situazioni inusuali, ma piuttosto come progettazione e realizzazione di proposte didattiche costruite sulle base delle esigenze di tutti gli studenti.
Pertanto, la Dirigente Scolastica Dott.ssa T. Celesti in accordo con i docenti, le famiglie, il personale ATA e l’intera Comunità Educante, ha aperto le porte – in condizioni di sicurezza –dell’istituto Liceo scientifico “L. Einaudi” e del plesso “F. Juvara”, per il benessere degli alunni più fragili.
I nostri studenti “speciali”, tutte le mattine da due settimane a questa parte vivono la DAD dalle loro classi, dalla loro Scuola; inoltre, hanno l’opportunità di potersi collegare con i compagni di classe, per sentirsi parte del gruppo.
La sospensione della scuola in una situazione di emergenza pandemia, quindi, ci interroga tutti. Ci chiede di trovare risposte adeguate e sperimentare soluzioni creative che siano inclusive di tutti gli studenti e non lascino nessuno indietro. Di questo si deve occupare chi fa didattica. A questo, chi si occupa di educazione, non può derogare!
Elisa Santangelo

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