Incontro con i giornalisti al Marina del Nettuno: “Stampa e cibo insieme per migliorare il mondo”


“Press end food together for a more delicious world”. Questa frase, stampata sulla copertina dell’agenda 2020 del Nettuno Marina Club, sintetizza il senso profondo che lo chef Pasquale Caliri ha voluto dare all’annuale incontro con la stampa. Un pranzo per i giornalisti che ha rappresentato, sopratutto, un’occasione per stare insieme, per incontrarsi e confrontarsi sull’infinito universo dell’enogastrononia. Un comparto in grande crescita, nel quale la stampa specializzata ha investito molto in studio ed energia creativa, in sinergia con quella piccola, ma importante, pattuglia di chef che hanno fatto del loro mestiere uno strumento per comunicare cultura, emozioni, condivisione. Una pattuglia alla quale Pasquale Caliri appartiene da sempre, in prima linea sia sul fronte della ricerca gastronomica, che su quello dell’impegno sociale. La stampa ed il cibo, insieme, quindi,per creare un mondo ancora più bello. Un impegno affascinante, come il settore dal quale la proposta arriva.

Il menu presentato ha superato ogni aspettativa, giusta sintesi tra i piatti che costituiscono il riferimento forte del “Nettuno” e le nuove proposte.
Sette portare in tutto: in apertura è stata servita una zuppa ai funghi porcini con panna acida al cardamomo e tapioca croccante. A seguire: Involtino di trippetta di baccalà, con all interno baccalà mantecato e gambero rosso di Mazara; uovo di gallina con sopra uova di caviale e salmone, attorniato da spuma di ricotta lavorata con acqua di mare e bottarga di tonno, poggiato su una focaccina peruviana preparata con il mais; trancio di ricciola con alla base due consistenze di sedano e rapa, polvere di orzo, emulsione all’aglio nero e maionese di limone; spaghetti di carruba con ricci di mare, spuma al prezzemolo e spuma di ricotta aromatizzata al limone; triglia su base di cavolo, verza scottata, mollica abbrustolita, foie gras vegetale ed olio al chorizo. Per chiudere, il dolce, con spuma di tiramisù, polvere di cacao e caviale al caffè. Il tutto servito con un cucchiaino di pan di spezie a granì di caffè.


Sono stati proposti piatti in cui protagonista è il mare, insieme alla terra che con esso confina. Quella Sicilia, insomma, i cui colori, profumi, prodotti primari sono unici al mondo e vengono comunicati attraverso l’attento, delicato, coraggioso lavoro degli chef stellati, che “somatizzano”, interpretano, creano fino agli eccelsi risultato che giungono sulle nostre tavole.

Il menu presentato alla stampa ha avuto il pregio principale di essere molto equilibrato, ha esaltato il gusto e fatto scoccare la scintilla delle emozioni, pur facendo della delicatezza l’ingrediente principe di ogni pietanza.
Per certi versi, per questo è tanto altro, lo chef Pasquale Caliri si differenzia, e prende le distanze, da altri “stellati” che, nelle ultime manifestazioni estive con degustazioni, pubbliche hanno mostrato d’avere di stellato soltanto i prezzi. Sono quei cuochi ormai di fama internazionale che si sono seduti sugli allori di qualche anno fa, senza guardarsi attorno, perdendo, così, i grandi influssi, le possibilità’ di contaminazioni che le altre culture con le quali siamo ormai entrati in contatto propongono. In un contesto in cui la sociologia ci insegna che i conflitti vanno lasciato ai margini, mentre l’ “inclusione” paga sempre il conto, anche in termini di buoni risultati sul piano gastronomico. L’ingrediente magico è proprio quel relativismo culturale aperto ai positivi influssi degli altri mondi, che fa crescere l’arcobaleno d’emozioni che la cucina siciliana ci offre. Da Ambasciatore del Gusto, chef Caliri, ha compreso tutto ciò, aprendosi alle istanze che vengono dalla società civile, le quali, come le corde di in violino, se si sanno far vibrare, creano sublimi melodie che fanno grande uno chef.
Giuseppe Cascio

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