Il patto “impresentabile” di Augusta imbarazza i 5 Stelle Pisani e Di Pietro

IL PATTO “IMPRESENTABILE” DI AUGUSTA CHE IMBARAZZA I 5 STELLE PISANI E DI PIETRO

AUGUSTA, 4-3-2019 (Massimo Ciccarello): Sapevano che era accusato di contatti “imbarazzanti” con elementi della criminalità vicini alla politica, eppure lo hanno cercato per stringerci un accordo elettorale. Scoppia un caso sulle manovre che nel 2015 hanno portato Augusta ad avere la prima – e finora unica – amministrazione 5 Selle nella provincia di Siracusa. A farlo esplodere è stata la stessa sindaca Cettina Di Pietro, in una nota congiunta col senatore Pino Pisani. Dove risponde pesantemente alle “false e infamanti dichiarazioni” rilasciate l’1 marzo da Marco Stella, sull’inchiesta giudiziaria riguardante il canile convenzionato. Il documento dei due grillini riesuma la relazione d’accesso che nel 2012 ha portato allo scioglimento del Comune, rinfacciando all’avversario l’accusa “di intrattenere relazioni con ambienti mafiosi locali”. Ma la replica degli esponenti pentastellati nulla dice sul patto che avevano stretto proprio con chi oggi descrivono come impresentabile, al quale  avevano chiesto appoggio per il ballottaggio. Lo aveva rivelato lo stesso presidente di CambiAugusta, e costituiva il dato politicamente forte di una conferenza stampa dove non aveva risparmiato giudizi tranchant alla coppia pentastellata.

Eppure, nessuna smentita è arrivata sulla bomba politica di una trattativa condotta con chi sapevano “tirato più volte pesantemente in ballo” da “pronunce di organi competenti”. In quegli anni Grillo saltava sulla tastiera anche solo a sentire parlare di alleanze, figurarsi concludere accordi con figure della “vecchia politica” esposte a sospetti di quel tipo. Il Blog sbatteva fuori persino per una comparsata tivù non autorizzata, però la coppia di aspiranti sindaca-vicesindaco non si sarebbe scoraggiata dallo stringere un patto che Stella riassume brutalmente:“Un endorsement della mia lista civica a pochi giorni dal voto, in cambio della presidenza del consiglio comunale e dell’assessorato rimasto vacante per la rinuncia del grillino designato”. I piani alti del “moVimento” sapevano e approvavano, anticipando ad Augusta quello che avrebbero fatto 4 anni dopo a Palazzo Chigi? Oppure era un’iniziativa delle due punte di diamante augustane, condotta all’insaputa di chi gli aveva affidato il simbolo 5 Stelle? E fino a dove si sono spinti Di Pietro e Pisani, nella ricerca di consensi per il testa a testa con lo sfidante Nicky Paci? Quali altri ambienti del “voto organizzato” hanno esplorato?

A Stella scrivono che “fare conto soltanto sul fatto che la gente tende naturalmente a dimenticare, può valere fino a un certo punto”. Lo pensa anche il presidente di CambiAugusta, che da quell’accordo non ottenne poi nulla di nulla, però ne ricorda molto bene termini e circostanze. Racconta che “il primo incontro è stato sollecitato dalla stessa Di Pietro, appena un paio di giorno dopo il primo spoglio. Avvenne nel mio ufficio di via Umberto e c’era anche il consigliere eletto nella mia lista, Giuseppe Di Mare. Ha esordito dandogli il ‘benvenuto al nuovo presidente del consiglio’, perché non si fidava dei suoi eletti ritenendoli, testualmente, ‘degli incapaci’. Una seconda volta ci siamo rivisti su appuntamento al distributore Esso, e in quell’occasione mi disse ‘ti voglio nella mia squadra altrimenti non sono capace di amministrare questa città’. Poi, nelle volte successive, è entrato in scena Pisani. Sette giorni prima del ballottaggio viene a trovarmi a casa per garantire che quell’accordo verrà portato a termine. Il giorno prima del mio comizio di ringraziamento, a pochi giorni dalla riaperture delle urne, il vicesindaco designato mi telefona per chiedermi di non essere troppo sfacciatamente pro-Di Pietro nel discorso sul palco. Se pensano che qualcosa non la ricordo con esattezza, possono sempre tirare fuori la registrazione che presumo abbiano fatto. Dopo l’elezione, comunque,  sono spariti”.

In realtà quell’accordo avevano cercato di farlo rispettare, almeno per quanto riguarda la carica a Di Mare. Solo che quando Pisani si presentò al gruppo consiliare con la designazione già pre-confezionata, i consiglieri grillini insorsero. Evidentemente, almeno la maggior parte era all’oscuro di tutto. Pare che qualcuno dei “portavoce” freschi di nomina segnalò la vicenda al senatore Mario Giarrusso, che era stato il “navigator” della candidatura Di Pietro. Pochi mesi dopo, fanno oggi presente i due esponenti pentastellati, dal “bidonato” parte la denuncia sul canile “ad appena sei mesi dall’insediamento di questa amministrazione, per fatti in realtà contestati già dal 2014”. Quell’inchiesta della Guardia di finanza ha poi fatto la sua strada, con la richiesta del pm di rinviare a giudizio il dirigente dell’assessorato Ecologia e archiviare la posizione della sindaca. Ma le vere conseguenze della vicenda sono sul piano politico. Non solo per l’assenza di smentita su una trattativa condotta all’oscuro almeno del gruppo consiliare, e sicuramente contro i rigidi dettami del Movimento. Attengono proprio ai rapporti fra il Palazzo grillino e quanti gli girano attorno.

Il funzionario che ha scelto sempre lo stesso canile, con affidamenti mensili poco sotto la soglia dell’obbligo d’appalto, se dovesse finire a processo per turbativa d’asta si troverà contro la stessa amministrazione cui ha dato una mano col suo lavoro. “Come da codice di comportamento adottato dall’amministrazione Di Pietro, il Comune di Augusta si costituirà parte civile”, avverte la nota firmata da sindaca e senatore. Ma la grillina, quando era stata chiamata a rendere “sommarie informazioni testimoniali”, si era scaricata di qualunque responsabilità tirando in ballo la competenza di Pisani e dell’assessore che gli era succeduto all’Ecologia, Danilo Pulvirenti. Una specificazione ineccepibile sul piano formale, un poco meno sul piano relazionale se gli interessati ne fossero venuti a conoscenza solo dalla conferenza stampa di Stella. Forse per questo, a botta calda, la sindaca si era premurata di dichiarare a qualche organo di stampa  che avrebbe contestato formalmente la legittimità di usare le sue dichiarazioni, come elemento per l’iscrizione nel registro degli indagati. La nota congiunta dei due esponenti pentastellati conclude ricordando lo straordinario risultato elettorale di quelle comunali, dove risultarono il sindaco e il consigliere più votati di sempre. Ma è stato davvero tutto merito loro?

 

NOTA DEL 3-3-2019 DIFFUSA DAL SINDACO DI PIETRO E DAL SENATORE PISANI

Il Senatore Pisani ed il Sindaco Di Pietro ritengono doveroso replicare pubblicamente alle false ed infamanti dichiarazioni rilasciate dal “privato cittadino” sig. Marco Stella durante una conferenza stampa riguardante il canile comunale e una sua denuncia presentata nel dicembre del 2015 (ad appena sei mesi dall’insediamento di questa amministrazione per fatti in realtà contestati già dal 2014!).

Con soddisfazione notiamo che le indagini susseguenti a tale esposto hanno scagionato l’Amministrazione Comunale di cui il Dott Pisani si è onorato di far parte a cavallo tra il 2015 e il 2016 in qualità di Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente. Infatti lo stesso Stella e il suo legale hanno dichiarato e chiarito che:
1) La posizione del Sindaco è stata stralciata e il Pubblico Ministero ha già chiesto al G.I.P. l’archiviazione;
2) Il nome del Dott Pisani non è mai entrato nell’indagine, non è mai stato indagato, mai iscritto al Registro apposito, mai sospettato di nulla, mai nemmeno sentito dagli inquirenti
3) Lo stesso identico discorso per quanto riguarda il dottor Danilo Pulvirenti che gli è succeduto nella delega assegnatagli
È vero invece che la posizione di un funzionario del Comune è al vaglio del Giudice per l’Udienza Preliminare e che, come da codice di comportamento adottato dall’Amministrazione Di Pietro, il Comune di Augusta si costituirà parte civile nell’istaurando procedimento alla prossima udienza utile.
Come già sottolineato dal Sindaco Di Pietro, nelle sue dichiarazioni alla stampa rilasciate nell’immediato, l’Amministrazione sin dal suo insediamento ha provveduto a inviare molteplici atti di indirizzo all’Ufficio competente perché per il canile fosse indetta una regolare gara d’appalto piuttosto che gli affidamenti tramite manifestazione di interesse. Di questi atti di indirizzo il Sindaco ha fornito prova quando è stata sentita a sommarie informazioni dalla Guardia di Finanza.

Questi i fatti così come sono in questo preciso momento. Poi Stella – probabilmente deluso dallo “scarso risultato” ottenuto con la denuncia – ha imbastito una narrazione che stravolge questa realtà, almeno così come riportato dalla stampa presente. Aggrappandosi a quella che dovrebbe essere un’opposizione all’archiviazione ma che viene chiamata genericamente “memoria”, il già pluricandidato mai eletto trascina l’Amministrazione Comunale sul banco degli imputati. Sebbene l’unico magistrato che si sia finora pronunciato – il pm che ha chiesto l’archiviazione – la pensi in maniera diametralmente opposta a lui, Stella ha già decretato che siamo tutti colpevoli. Frasi del tipo “Questa città è caduta nel fango, nella bassezza da quando è amministrata dal M5S, non da prima” – hanno tanto il sapore di chi vuole togliersi il fango di dosso e gettarlo agli altri e denotano forti difficoltà a guardare in faccia le cose per come sono. Ognuno è libero di vantarsi dei propri trascorsi, naturalmente: lui ha i suoi, noi abbiamo i nostri. Ma c’è un limite costituito dal dato storico: da pronunce di organi competenti di cui Stella evidentemente ha scordato l’esistenza e la consistenza. Fare conto soltanto sul fatto che la gente tende naturalmente a dimenticare può valere fino ad un certo punto, specialmente quando gli episodi sono scritti e descritti in atti ufficiali, testimoniati da foto e documenti. Ci chiediamo e chiediamo al signor Stella se ha mai pensato di denunciare per calunnia gli estensori della relazione di scioglimento del Comune di Augusta i quali lo hanno tirato più volte pesantemente in ballo accusandolo di intrattenere relazioni con ambienti mafiosi locali; oppure quando è stato accusato di “aver ricevuto mazzette per bocciare una delibera in tema di RSU”. In un processo pubblico Stella avrebbe potuto meglio tutelare la sua onorabilità e tutti noi avremmo potuto veramente sapere se quei fatti fossero veramente avvenuti oppure esclusivamente frutto della fantasia di chi aveva redatto quel pesantissimo atto d’accusa.
Per noi la magistratura si è pronunciata, per lui è valsa probabilmente la prescrizione del reato.

Oggi il dottor Pisani e l’Avvocato Di Pietro si trovano ad essere l’uno Senatore della Repubblica non “per caso” (come avventatamente dichiarato dal “comune cittadino”), ma perché lo hanno votato oltre 160 mila siciliani, risultando tra i senatori con più preferenze in tutta Italia; l’altra il sindaco (lo stesso ruolo per cui il livoroso privato cittadino è andato ripetutamente sconfitto) non per virtù di un ente superiore o di compravendita di voti ma perché lo hanno voluto oltre 14 mila augustani. Nella stessa tornata elettorale il dottor Pisani ottenne 830 voti per la carica di consigliere comunale: mai nessuno aveva raggiunto questi risultati! Evidentemente il signor Stella tiene in scarsa considerazione il voto dei cittadini, forse perché questi non lo hanno mai premiato come egli avrebbe voluto. Magari in futuro avrà più fortuna, magari in qualche prossima tornata elettorale raccoglierà anche 170 mila consensi. Gli faremo i complimenti, come lui non è riuscito a fare, e spereremo che riesca a lavorare per il bene di questa terra così come ci stiamo sforzando di fare noi ogni santo giorno. Noi non siamo “professionisti della politica”, cosa di cui Stella si vanta e che assegna anche a qualche suo ospite nella conferenza stampa. Così come può star certo che non siamo politici corrotti o corruttibili.

 

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