Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, dibattito al Rizza

IMG-20151125-WA0002Siracusa – Stamattina, all’Istituto Superiore Rizza di Siracusa, è stata celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. L’evento, organizzato dalle docenti Mariella Ubbriaco, Lucia Storaci, Maria Luisa Guglielmino, e, da protagonisti, dai ragazzi dell’istituto, ha esaminato gli aspetti legali, psicologici, neuropsichiatrici della violenza sulle donne. Dopo una breve introduzione della professoressa Mariella Ubbriaco, la parola è passata ai relatori. Sono, così, intervenuti Vincenzo Italia vicesindaco di Siracusa, Valeria Troia, assessore all’istruzione, Caterina Minutoli, dirigente della Prefettura, Paolo Bonarrio neuropsichiatra, Salvatore Frasca, avvocato, Sabrina Giansiracusa, avvocato, Marcella Cifali, psicologa, Bellavia, della Polizia di Stato, Maria D’Andrea, dell’associazione antiviolenza “I colori di Aretusa”. Tutti interventi di spessore, che hanno dato input importanti ai ragazzi. Le Docenti Storaci e Guglielmino hanno, inoltre, curato gli interventi dei ragazzi, che hanno letto brani e testimonianze.
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del
17 dicembre 1999. L’Assemblea ha ufficializzato una data che fu scelta in ricordo del brutale assassinio, il 25 novembre 1960, delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime del dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Non sempre, non ovunque, le cose sono cambiate da quel giorno: basti pensare anche a casa nostra, dove la violenza contro le donne è spesso nascosta in ambito domestico. I dati dell’Onu, peraltro, rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza. Il rapporto sottolinea anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne.
Nel mondo solo 119 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica. Una violenza che, influendo negativamente sui risultati scolastici delle donne, sulle loro capacità di successo lavorativo e sulla loro vita pubblica, allontana progressivamente le società dal conseguimento dell’obiettivo dell’uguaglianza di genere.
In Italia, comunque, non mancano certo le leggi per combattere la violenza di genere. Serve ora, pero’, una rivoluzione culturale, a partire dalle scuole.
“Ma per costruire una nuova cultura occorrono modelli, leggi, educazione, protezione – è stato sottolineato durante il dibattito – Oggi c’è una maggiore presa di coscienza femminile, ma molta violenza si agita nel sommerso, non segnalata per paura o scarsa consapevolezza. La violenza domestica è molto più diffusa di quanto si pensi. Resta nella sfera privata in gran parte invisibile e sottodenunciata”.
Con la Legge n. 107 di luglio 2015, è stata introdotta la previsione dell’educazione alla parità tra i sessi nelle scuole di ogni ordine e grado. E’ per questo che è necessario “prima di tutto, di promuovere nei programmi scolastici l’educazione alle relazioni non discriminatorie e il rispetto delle differenze di genere. Nel mondo, insomma, occorrono radicali cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come cittadine di seconda classe. Dobbiamo, invece, creare una forte cultura del rispetto”.
Redazione

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