Gianni on line senza contraddittorio, la conferenza stampa ed il gioco degli specchi sul caso Biamonte

Priolo – Il lockdown ha fatto crescere i social, fino a farli diventare parte integrante della comunicazione pubblica. E questo può essere un fatto positivo. Una sorta d’algotitmo virtuoso (anche se sembra un’ossimoro) che riporta contenuti transazionali sui temi d’interesse popolare, fino farne la base della relazione tra Ente pubblico ed utenza. Tutto questo, però, si trasforma in un fatto molto negativo, se i mezzi di comunicazione (tv, social media, radio), vengono usati per interrompere il rapporto relazionale con il pubblico, a vantaggio di flussi di notizie unilaterali, senza intermediazione, né sul piano tecnico, né su quello dei contenuti. È questo il caso dei social male utilizzati, quando le notizie non hanno possibilità di verifica. Ed è anche  il caso di una strana conferenza stampa del Comune di Priolo, fatta in diretta streaming senza contraddittorio, cioè senza giornalisti. In quell’occasione il sindaco, Pippo Gianni, insieme al presidente del Consiglio comunale, Alessandro Biamonte, ha comunicato, urbi et orbi, davanti alle telecamere, che Biamonte ha versato al Comune, in un’unica soluzione, tutte le indennità indebitamente percepite da quando, oltre ad essere presidente del massimo consenso cittadino, è anche un lavoratore dipendente. Status, questo, che impone la tempestiva comunicazione all’Ente per l’allineamento al ribasso delle indennità. In conferenza stampa non è stato detto (ma non c’era, presente nessuno che potesse chiederlo) che tutto è partito da una denuncia dell’esponente di Priolo Alternativa, Beniamino Scaringi, il quale ha sottolineato, prima via social e poi con una richiesta scritta presentata al Comune, che il presidente del Consiglio, pur essendo dipendente da una ditta da qualche mese, continuava ad avere piena indennità.

Lo stesso Scaringi, sempre sui social. in risposta alla conferenza stampa, ha ricordato che, dopo il suo primo intervento, è stata fatta una determina riparatrice in rateizzavano le somme che Biamonte doveva restituire. Un atto sostituito con il versamento in un’unica soluzione, perché, altrimenti, in quanto debitore del Comune, il Presidente sarebbe stato incompatibile con la carica di consigliere comunale.

Due racconti dello stesso fatto ci fanno comprendere come la narrazione possa portare a conclusioni diverse, a seconda del contesto in cui si inquadra il divenire della cronaca. È facile capire, così, quanto sia importante la vigilanza e l’intermediazione giornalistica, perché il resoconto sia vero e non verosimile. Questo, però, comporterebbe la presenza negli Enti di un ufficio stampa, magari selezionato per pubblico concorso, costituito da professionisti in grado di garantire parti e controparti, senza confondere la propaganda politica con la comunicazione istituzionale.

Ma questa è un’altra storia ed occorrerà raccontarla un’altra volta.

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