Dietrofront 5 Stelle su Punta Izzo: no al parco ma si ai bagnanti. Convivranno col poligono militare

AUGUSTA, 20-1-2019 (Massimo Ciccarello): All’ex “Magliocco” un hub per le merci, a Punta Izzo un poligono di tiro. Nel “manuale Cencelli” versione 5 Stelle, i militari ottengono di tenere la scogliera di Augusta lasciando in cambio un po’ di campagne a Comiso. L’ennesima penalizzazione del territorio siracusano in favore di Ragusa, stavolta porta il marchio pentastellato di Elisabetta Trenta. Inserendosi nel solco di una tradizione di “scippi” inaugurata dai governanti Pd in questa provincia, la ministra della Difesa ha dato il benservito alla riserva naturale sul golfo Xifonio. La doccia fredda al Comitato che da anni ne chiede la smilitarizzazione, e agli stessi amministratori comunali M5s che – almeno a parole – l’avevano sponsorizzata fino a pochi giorni prima, è arrivata sotto forma di una intervista del 19 gennaio al quotidiano “La Sicilia”. Dove l’esponente del governo gialloverde ha trionfalmente celebrato la cessione a scopi civili dell’ex base Nato nel ragusano, riservando per il progetto ambientalista augustano una semplice “condivisione periodica dell’area, con l’obiettivo di tenere aperta la spiaggia ai civili per tutta la stagione estiva”.

“Quindi, senza usare il politichese della Casta, significa che il poligono lo faranno”, ha subito fatto notare il consigliere Giancarlo Triberio. Osservando che bagni a mare ed esercitazioni a fuoco nella stessa zona, anche se frequentata a mesi alterni, non sono esattamente quanto si aspettavano gli augustani “affamati” di mare e natura. Perciò l’esponente di Centopassi ha chiesto subito cosa ne pensassero quei vertici grillini locali “che avevano dato massimo sostegno al Comitato” durante l’incontro pubblico del 12 gennaio, dove erano intervenuti in forze come ai tempi quando li affiancavano nelle marce di protesta. E l’ha chiesto specialmente al senatore pentastellato Pino Pisani, che era intervenuto al microfono per dire che “anche noi siamo contro questo progetto (del poligono di tiro, ndr), non lo approviamo assolutamente”. Aggiungendo che “siamo per la smilitarizzazione e la completa fruizione da parte del pubblico”. Il parlamentare augustano aveva perentoriamente concluso:Detto questo, penso di avere detto tutto”.

Tutto tutto però non doveva essere, visto che la ministra ci ha messo 7 giorni appena per affossare il progetto parco. Con l’originale proposta di condivisione” che il suo senatore ha subito appoggiato via social, come d’altronde Piattaforma impone a tutte le sue truppe nei Palazzi romani. Il post è poi opportunamente sparito da Facebook, ma non così velocemente da evitare la reazione degli ambientalisti. “Punta Izzo non è una semplice spiaggia da aprire ai bagnanti per la stagione estiva, ma un patrimonio costiero minacciato dal progetto di un nuovo poligono militare”, ha osservato il Comitato. E per ricordarlo pure al disciplinato parlamentare grillino, gli ha allegato il video del suo recentissimo intervento in sala. Dove, fra le altre cose, aveva annunciato “che nei prossimi giorni ci sarà Trenta in Sicilia e spero possa fare una puntata anche ad Augusta”.

La ministra della Difesa, in effetti, in città poi è effettivamente arrivata. Ma si è ben guardata dal replicare la conferenza stampa che aveva tenuto a Comiso poco prima, per celebrare la smilitarizzazione dei terreni vicino l’aeroporto. Anzi, per la sua visita alla locale base della Marina ha tenuto lontana la stampa. Così, l’onere di porre le scontate domande su Punta Izzo si è spostato sui vertici 5 Stelle di Augusta. Perché tanto Pisani che la sindaca, Cettina Di Pietro, la grillina di governo l’hanno incontrata. “Un veloce lunch”, l’ha definito il senatore, dove “insieme abbiamo avuto modo di introdurre alcune questioni”. Quali fossero, però, la sua comunicazione non fa alcun cenno. Perciò Triberio, capogruppo del Centrosinistra, nella seduta consiliare di quella stessa sera, alla quale partecipava anche Di Pietro, ha chiesto la parola per “domandare alla sindaca se poteva notiziarci sulla questione Punta Izzo, così come da mozione approvata all’unanimità dal consiglio”. Ma la presidenza pentastellata, “democraticamente” ironizza il consigliere d’opposizione, non gli l’ha concessa appigliandosi a ragioni regolamentari.

“Ora capisco perché non mi ha voluto far parlare in consiglio sulla misteriosa visita della ministra, e perché Trenta è venuta in gran segreto senza nemmeno invitare i giornalisti, com’era invece prassi prima dell’avvento al potere del Partito della #trasparenza”, commenta l’esponente di Centopassi. Che dall’intera vicenda trae la scontata conclusione politica:“Dopo Ilva, Tap, Tav, Muos, anche su Punta Izzo eseguono l’ennesima giravolta che ricorda tanto la Prima repubblica”. Nell’elenco delle “porte girevoli”, imboccate dai 5 Stelle arrivati al potere, dimentica quella dei No-triv. Magari temendo che alla comunicazione grillina possa venire l’idea di copiare la “soluzione” Punta Izzo, e proporre le trivelle come lidi balneari durante le pause nelle prospezioni petrolifere.

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