Augusta, la giunta 5 Stelle inciampa sull’Ufficio legale

AUGUSTA, 22-2-2019 (Massimo Ciccarello): Il Comune di Augusta approva il rendiconto del 2016. Ma lo fa soltanto il 21 febbraio del 2019. E solo dopo l’intervento di un commissario ad acta inviato dalla Regione. Già basterebbe la “brutalità” di date e commissariamenti, per emettere un giudizio politico sui 5 Stelle alla guida della città. Se non fosse che nella seduta consiliare di giovedì scorso, il Movimento del “cambiamento” ha ribaltato il tavolo. Affermando che se il Palazzo pentastellato, dopo 4 anni di “risanamento”, ancora non riesce ad adottare uno strumento finanziario in tempi decenti, la responsabilità va cercata negli uffici. Anzi, in uno specifico ufficio. Che, paradosso dei paradossi per l’amministrazione della “#legalità” guidata dalla penalista Cettina Di Pietro, è quello degli Affari legali. Perché secondo questi giustizialisti della rete, che processano persino i ministri del loro governo con un clic, sarebbe in questo ramo della macchina amministrativa che andrebbero ad arenarsi le pratiche preliminari ai bilanci comunali.

E’ stata un’accusa lunga e reiterata, per certi versi sorprendente, quella che il capogruppo grillino Mauro Caruso ha rivolto al “Secondo settore”. Pudicamente indicato con la dizione burocratica, per occultare al grande pubblico dello streaming che i “metodi che non possono più essere tollerati” sarebbero proprio quelli dell’Avvocatura del Comune. Cioè di quello stesso Ufficio legale creato “dalle amministrazioni precedenti”, e valorizzato ulteriormente da quella attuale, per mettere gli amministratori al riparo da incidenti di percorso nel disbrigo delle pratiche. Il pentastellato ha pure dato notizia all’aula che “è stato chiesto un tavolo tecnico urgente”, avallando le contestazioni che i compagni di partito avevano già fatto in sede di commissione Bilancio.

Il capogruppo facente funzioni del Misto, Salvo Aviello, ha definito “sconcertante ascoltare la relazione 5 Stelle sull’ostruzionismo degli uffici”. Mentre il capogruppo del Centrosinistra, Giancarlo Triberio, ha posto la domanda che la relazione di Caruso faceva sorgere spontanea:“Cosa ha fatto l’amministrazione per farli collaborare?”. Perché il nodo di tutta la questione, aldilà del fatto se i rilievi contro i funzionari siano fondati, è proprio la responsabilità politica della giunta. Già un’avvocata-sindaco che non riesce a mettere in riga un’avvocata-impiegata è dura da digerire, per un Palazzo grillino che non è mai andato tanto per il sottile quando c’è stato da trattare con i precari e i loro sindacalisti. Se si aggiunge poi, come ha fatto notare il consigliere di Art1-Centopassi, che la giustificazione sulla inadempienza nelle scadenze arrivava dal capogruppo grillino e non dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Canto, allora si è affacciato il dubbio che fra consiglieri M5s e assessori, se non all’interno della stessa giunta, non tutto stia filando per il verso giusto.

Sicuramente non sarà sfuggito nemmeno ai più sprovveduti del Movimento che puntare il dito accusatore contro gli Affari legali, senza enfatizzare le contromisure adottate dal Palazzo grillino, era a tutti gli effetti un’accusa sostanziale alla loro amministrazione avanzata per interposto ufficio. Alla fine Aviello si è astenuto dal voto, insieme ad Alessandro Tripoli e Irene Sauro. Triberio ha votato contrario congiuntamente al consigliere di Augusta 2020, Salvo Errante, perché non faccio il passacarte di questa amministrazione e non ho paura di andare a casa se il bilancio non viene approvato”. Caruso, con gli altri 15 pentastellati presenti, ha votato favorevole “perché questo rendiconto è fatto bene”. Ma se alla fine è venuto fuori un atto “fatto bene”, che senso aveva sollevare in pubblicamente il problema del “Secondo settore”?

Commenti

commenti

Lascia un Commento