Augusta, la giunta 5 Stelle dichiara impignorabili i propri stipendi

AUGUSTA, 13-2-2019 (Massimo Ciccarello):  Ad Augusta debutta l’amministrazione comunale “a responsabilità limitata”. L’ultima “normalizzazione” dei 5 Stelle di Palazzo porta la data del 17 gennaio, quando la giunta grillina ha deliberato l’impignorabilità delle proprie indennità di carica. Gli stipendi di sindaco, assessori e presidente del consiglio, così come tutto quanto rientra nella dizione “servizi connessi agli organi istituzionali”, grazie alla delibera numero 5  rientrano nelle “somme non soggette ad esecuzione forzata”. Una possibilità ammessa dalla legge, ma che indubbiamente segna un altro passo del Movimento verso la trasformazione in un partito tradizionale.

Dopo il retromarcia sulla decurtazione automatica del 30 per cento, sostituita con un più discrezionale e discreto versamento in conto. Dopo l’abbandono del bando per gli assessori; in favore di una più pratica chiamata diretta. Dopo i sostanziosi rimborsi chilometrici agli assessori forestieri per il tragitto casa-Comune, riconosciuti secondo il modello in voga per i dirigenti d’azienda, oramai resta poco di tutto l’armamentario para-ideologico che condiva il “cittadini al servizio dei cittadini” proclamato nei gazebo. Resta ancora in piedi solo l’ultimo dei tabù grillini: la rinuncia all’autoblu, che comunque era già stata “rinunciata” dall’amministrazione precedente.

Ma non si è fermata all’assenza di una vettura di servizio, la “somiglianza” con coloro imquali avrebbero dovuto porsi“in discontinuità”. Nello stesso giorno in cui hanno messo al riparo i propri stipendi dai creditori del Comune, i pentastellati di giunta hanno deliberato la richiesta di un’anticipazione di cassa alla banca che funge da tesoreria comunale. Prevedendo, molto prudentemente, anche 100 mila euro di interessi passivi se l’Ente da loro amministrato non dovesse rientrare delle somme anticipate entro i termini previsti. Una  decisione da “buon padre di famiglia”,  che denota un realismo politico in netta antitesi alla sicumera ostentata nelle campagne elettorali.

D’altronde ne hanno motivo ad andarci coi piedi di piombo, quando si tratta di strumenti finanziari. Lo fa notare, ultimo in ordine di tempo, il capogruppo del Centrosinistra, Giancarlo Triberio:“La Regione ha dovuto commissariare i bilanci perché ancora non sono riusciti a farne nemmeno uno”. Il consigliere di minoranza fa notare anche un’altra cosa:“Queste ultime delibere sono state adottate senza l’assessore competente, Giuseppe Canto”. L’esponente di Articolouno ricorda che “era stato scelto in via fiduciaria dalla stessa sindaca Cettina Di Pietro perché considerato un supertecnico, ma in quasi due anni non è riuscito a produrre un risultato concreto”.

O “si sta sottraendo alle sue responsabilità politiche”, come insinua l’oppositore, oppure sarà stata colpa dell’influenza di stagione. Fatto sta che quei 10 milioni fattisi anticipare dalla banca sono una decisione politicamente importante. Presa dalla sindaca insieme alla sua vice Roberta Suppo, e alle assessore Giusy Sirena e Adriana Commendatore, senza avere al fianco il responsabile della rubrica Bilancio.  Insieme con la delibera sulla impignorabilità dei propri stipendi da amministratori, la giunta 5 Stelle si andava infatti a porre in continuità con i predecessori. Ma dopo essersi abituati alle poltrone di Palazzo, evidentemente, non si curano più di tanto che qualche disilluso grillino possa assimilarli alla vecchia “Casta di intoccabili nelle tasche”.

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