Augusta diventa “benestante” il Comune 5 Stelle abbassa la soglia di povertà

AUGUSTA DIVENTA “BENESTANTE” IL COMUNE 5 STELLE ABBASSA LA SOGLIA DI POVERTÀ – Per accedere al baratto amministrativo occorre un bilancio familiare più basso di quello richiesto per il reddito di cittadinanza. La maggioranza grillina boccia gli emendamenti per allineare il minimo da 8.500 a 9.360 euro

AUGUSTA, 16-3-2019 Massimo Ciccarello): Dopo gli uffici stampa negli Enti pubblici, l’amministrazione comunale di Augusta “cancella” anche il reddito di cittadinanza. La scure dei 5 Stelle locali prima si è abbattuta sulla 150 del 2000 approvato “dai governi precedenti”, e adesso il loro abbrivio “riformatore” finisce per travolgere quanto adottato dalla loro stessa maggioranza parlamentare. Il grillini di Palazzo San Biagio, nella seduta del 15 febbraio, hanno infatti abbassato la soglia per il baratto amministrativo sotto quella fissata dal Movimento per ottenere il mensile dallo Stato. Lo ha fatto rilevare l’ex vicesindaco pentastellato Giuseppe Schermi, con un comunicato a fine lavori dove ha fatto rilevare che il gruppo M5s ha bocciato tutti gli emendamenti per allineare i limiti di reddito.

“Ad Augusta la soglia di povertà per richiedere il baratto amministrativo è diversa dalla soglia per richiedere il reddito di cittadinanza”, sottolinea il consigliere di Diem25. Spiegando che “il consiglio comunale ha approvato il regolamento del baratto amministrativo per la seconda volta dopo che per il precedente del 2016 non è stato presentato un solo progetto”. Un’amministrazione in linea con i dettami che il M5s predica da anni sui social, avrebbe riflettuto su questo dato e provveduto a correggere il tiro per andare incontro alla reale necessità dei propri amministrati. Invece ha prevalso ancora una volta la logica del Comune Pantalone, mascherata da un dissesto ormai abbondante rientrato – se mai c’è veramente stato nei fatti – che produce tasse ai massimi e zero investimenti.

In realtà, più che la volontà manca la capacità di produrre un bilancio allineato col presente. Responsabilità degli uffici o dei revisori poco importa, perché la responsabilità politica ricade sempre sulla giunta in carica. E sul gruppo consiliare che la sostiene, anche quando sbanda vistosamente dal solco del programma 5 Stelle. Un cortocircuito che produce risultati “aberranti”. Come quando il loro ex assessore al Bilancio, cacciato dalla giunta “perché remava contro”, ha cercato inutilmente di raddrizzare la stortura “che se per il reddito di cittadinanza la soglia di povertà coincide con un livello di Isee di 9360 euro, invece per il Comune di Augusta il livello è appena 8500”.

Schermi racconta che ”inutilmente ho provato con emendamenti ad innalzare tale soglia almeno per chi vive in affitto e le famiglie con disabili”. Niente da fare. Ancora una volta, come già accaduto per intitolare una via al pioniere dell’ambiente Giacinto Franco, la logica della contrapposizione tipica dei 5 Stelle ha prevalso sul buon senso. “Qualcuno diceva che le buone idee non sono né di destra né di sinistra, ma ad Augusta sembra che non sia così”, conclude l’esponente della minoranza. Solo che stavolta non ne ha fatto le spese la memoria di una figura nobile, ma le famiglie in difficoltà ad arrivate a fine mese.

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