Art1: nei 47 della Sea Watch rivediamo i nostri avi

AUGUSTA, 28-1-2019 (Massimo Ciccarello)“Sea Watch 3, nessuna legge impedisce di salvare vite umane”. Non si è fatta attendere la risposta di Articolouno alle “elucubrazioni” giuridiche di Fratelli d’Italia, sul “diritto” del governo a lasciare 47 migranti in mezzo al mare di Santa Panagia. “Naviganti in buona salute”, li aveva definiti la segreteria provinciale del partito sovranista, insieme ai dirigenti del circolo augustano e di Siracusa. Affermando, in un documento diffuso il 27 gennaio, che “piacciano o no le regole si rispettano: si entra in Italia rispettando le leggi d’ingresso”. Art1 non si sofferma su come queste regole e leggi, invocate per “sequestrare” a bordo dei naufraghi raccolti 10 giorni fa nel Canale di Sicilia, vadano a cozzare con altre norme e principi giuridici. Al coordinatore regionale Pippo Zappulla, basta ricordare un concetto alla base del vivere civile:“Di fronte alla sofferenza umana e alla necessità di portare soccorso non esistono differenze politiche, ma prevale il buonsenso”.

Il comunicato diffuso il 28 gennaio e sottoscritto anche dai coordinatori di Augusta e del capoluogo, Giancarlo Triberio e Ninni Gibellino, è una risposta punto su punto a FdI. E pure a qualche improvvido esponente dei “portavoce” grillini nel consiglio comunale megarese. Che aveva espresso sui social un punto di vista sul sit in umanitario, recepito dai protagonisti come derisorio. Quel post poi è opportunamente sparito, consegnato agli archivi di tutti i dietrofront 5 Stelle arrivati a Palazzo. E’ rimasta invece la replica di Mdp, che ha ricordato quanto “sia stato emozionante il canto delle ragazze e dei ragazzi dell’Inda, presenti al presidio per gridare restiamo umani”. Aggiungendo, in rivolto ai sovranisti d’opposizione parlamentare, che “non sono state sceneggiate buoniste, ma il cuore dell’umanità per fortuna ancora fortemente presente nella nostra società”. Centrando il punto di una questione che i locali supporter del governo gialloverde vogliono ridurre a una banale speculazione politica, e che invece tocca corde profonde di una comunità che fonda la propria identità sulla solidarietà peculiare alla gente di mare. Lo testimonia l’endorsement di Marcello Giordani, tenore augustano di fama internazionale, recentemente avvicinatosi a Fratelli d’Italia. Che ha ignorato la linea del partito per seguire i valori della sua gente, postando “Salvini rifletti: oltre ai muscoli serve il cuore”.

“Basta riavvolgere il nastro della memoria e della storia – scrive significativamente Art1 – per rivedere i nostri avi, magari parenti e conoscenti” , in quei volti provati da un’odissea infinita. Il documento Mdp è arrivato alle redazioni nel pieno di una giornata convulsa. Che ha registrato l’annuncio dei deputati siciliani Pd di “una staffetta democratica per garantire una presenza costante sulla Sea Watch, finché non sarà permesso di sbarcare in Italia”. Tentativo che la Capitaneria di Siracusa ha in un primo momento impedito, per la chiusura dello spazio marittimo attorno la nave umanitaria disposto dal governo. “Ragioni di sicurezza e sanitarie”, hanno argomentato da Roma, in contraddizione alle rassicurazioni che da giorni le loro truppe cammellate cercano di propalare sui social per contrastare l’ondata di indignazione. E’ dovuto intervenire il segretario dei democratici, Maurizio Martina, presentatosi in prefettura, per chiedere di far rispettare le prerogative dei parlamentari.

La politica a sinistra del Partito democratico, invece, si è riunita a Palermo. Doveva parlare di europee, e l’ha fatto, ma il caso della nave umanitaria non è rimasto estraneo. Claudio Fava è stato molto chiaro quando lo ha definito “fatto disumano”, ricalcando le dure posizioni assunte dal circolo Centopassi di Augusta appena alla Sea Watch è stato negato l’ingresso in porto. Michele Pagliaro, segretario siciliano della Cgil, ha annunciato una “azione forte” insieme agli altri sindacati. Nella tarda serata, la presidenza del Consiglio dei ministri ha diffuso una nota dove fa sapere che il caso “è adesso all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo, attivata dal comandante della nave e dal capo missione”. Il governo cerca una via d’uscita a una posizione che lo sta isolando sul piano interno, e che gli fa rischiare una condanna internazionale. Accettando di far scendere i 47 migranti per “offrire un corridoio umanitario“, se l’Olanda si dichiara pronta ad accoglierli. Ma, messa così, appare più un’apertura pensata per alleggerire la pressione dell’opinione pubblica, piuttosto che una possibile soluzione. “La smettano di speculare sulla povera gente” aveva scritto Zappulla, appena poche ore prima. Evidenziato ciò che solo gli “annorbati” da ideologie venate di xenofobia razzista, non vogliono vedere:“Nessun diritto degli italiani sarà messo in discussione se verranno fatti scendere da quella nave. Nessuno dei problemi dei terremotati, dei disoccupati, dei pensionati passa dalla vita, o dalla morte, di 47 disperati alla sola ricerca di una vita migliore”.

 

Commenti

commenti

Lascia un Commento