“Aree protette distrutte senza ragione”, chiesto intervento Ue sul bando a Punta Cugno

AUGUSTA, 12-2019: (Massimo Ciccarello): L’europarlamentare Elly Schlein alla Commissione Ue: i nuovi lavori a Punta Cugno inutili e in contrasto con le norme europee sulle aree naturali. L’interrogazione promossa da Giuseppe Schermi, coordinatore regionale Diem25

AUGUSTA, 12-2-2019 (Massimo Ciccarello) : Un “Sos Mulinello” arriva all’attenzione del Parlamento europeo. Una interrogazione a risposta scritta sulle saline a ridosso di Punta Cugno, è stata presentata da Elly Schlein lo scorso 24 gennaio. L’europarlamentare di Possibile chiede alla Commissione la compatibilità ambientale delle nuove infrastrutture, programmate al porto commerciale di Augusta per 47 milioni di euro. In particolare, l’esponente del gruppo Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici contesta la distruzione immotivata dell’habitat storico-naturalistico sopravvissuto alla costruzione di uno scalo marittimo, mai veramente entrato sul mercato internazionale dei traffici container e diventato una sorta di area-parcheggio per le ditte portuali della zona. Secondo il quesito sollevato a Bruxelles, questi nuovi lavori di ampliamento dei piazzali sono “sproporzionati rispetto agli attuali e ai futuri flussi di traffico”.

A supporto di questa affermazione, controcorrente rispetto gli orientamenti degli operatori marittimi locali, viene indicato un pronunciamento della Corte dei Conti europea rilasciato già nel 2015. Del quale, tuttavia, l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale non sembra aver tenuto molto in conto. Considerato che il 24 ottobre scorso ha pubblicato il bando di gara del primo e secondo stralcio funzionale. Eppure, questa opera “già inserita nella scheda Grandi Progetti dei finanziamenti Pon 2007-2013” andrebbe a interferire con un’area che rientra nel Sito di interesse comunitario “Natura 2000 – Saline di Augusta” . Che pure un decreto ministeriale del dicembre 2017 ha dichiarato “Zona speciale dì conservazione”. L’europarlamentare italiana adesso chiede alla Commissione europea di accertare “se sussiste una violazione della direttiva relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica”. E “quali misure intende adottare in caso di violazione”.

A dare notizia di questa di questa interrogazione, che fa scoppiare a Bruxelles un “caso Punta Cugno”, è stato Giuseppe Schermi. L’ex assessore al Porto della giunta 5 Stelle, oggi consigliere comunale d’opposizione e coordinatore regionale di Diem25, da mesi si sta battendo per preservare le ultime zone umide di nidificazione sopravvissute alla cementificazione. A Natale, aveva sfidato il vento gelido per risalire in canoa il corso del Mulinello, dove è previsto un parco archeologico-naturalistico mai entrato realmente in funzione. Concludendo la sua escursione di protesta con un video-social dove cercava di sensibilizzare sul tema vestito da Babbo natale. Sull’argomento si è pure speso in maniera più tradizionale anche con l’amministrazione comunale e col senatore grillino Pino Pisani, col quale aveva condiviso l’esperienza in giunta. Ma senza ottenere risultati apprezzabili, in entrambi i casi. Adesso torna alla carica con l’Europa, sperando che la conservazione ambientale non sia solo uno slogan per i vecchi ecologisti da gazebo riconvertiti a paladini della spesa pubblica.

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