Appello a Musumeci di una studentessa siracusana de “La Sapienza: ” Ho il diritto di tornare a casa”

Appello di una studentessa siracusana de “La Sapienza” di Roma al presidente al presidente della Regione ed al sindaco di Siracusa. Un appello lucido ed accorato, da chi non riesce ad esercitare il diritto di tornare a casa, nella sua Sicilia. Chi scrive è Flora Oliva, laureata nella triennale in Scienze politiche e relazioni internazionali. Sta facendo, adesso, la specialistica, ma, con la chiusura delle aule e delle lezioni in presenza, è rimasta bloccata a Roma.

Spettabile Presidente Musumeci, Spettabili membri della Giunta, Spettabile Sindaco di Siracusa, Francesco Italia.
sono Flora Oliva e sono una studentessa fuorisede siracusana che ha rispettato le misure cautelari come imposto dai decreti ministeriali a causa del Covid-19 a Roma, presso il mio domicilio. Vi scrivo dopo aver letto la vostra ultima ordinanza di giovedì in cui viene affermato che “Le limitazioni di ingresso e uscita dal territorio della Regione Siciliana restano invariate e sono disciplinate dal decreto n. 183 del 29 aprile 2020 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro della Salute, e sue eventuali modificazioni e integrazioni.” Ovviamente, come tutti i siciliani che in questo momento si trovano lontani dai loro affetti, sono profondamente amareggiata per questa vostra, spero ponderata, decisione. È stato difficile, come per quasi tutti gli italiani lontani dalla propria casa, non vedere i miei cari per 5 mesi, non poter uscire liberamente e non poter condurre quella che devifinivo “la classica vita da universitaria”. Come me, moltissimi vostri concittadini hanno stretto i denti e svolto con egregio rigore le disposizioni emanate dal Governo: siamo diventati cuochi, personal trainer, studiosi e anche un po’ introversi, dovendo fronteggiare tutti le nostre preoccupazioni e paure che nella quotidianità riuscivamo a relegare in un angolo della nostra mente. Ora, che sembrava esserci una speranza di poterci ricongiungere ai nostri cari, avete deciso di fare una distinzione tra Noi e gli Altri, tra chi può e chi non può; in nome di quell’Italia una e indivisibile, ci avete diviso e allontanati. Mentre metà popolazione italiana potrà continuare a seguire le misure cautelari in un contesto più sopportabile, noi rimaniamo nelle mani di nessuno, costretti a rimanere ancora (forzatamente) lontani dalla nostra terra. Non metto in dubbio le sue preoccupazioni per la regione su un possibile picco di contagi dopo i vari rientri ma, al tempo stesso, le chiedo di pensare ai migliaia di siciliani che in questo momento si sentono abbandonati e, soprattutto, non supportati da un’istituzione che invece dovrebbe sostenerli, in modo eguale. Ad oggi, io mi ritrovo in una stanza asettica, vuota e piena di pacchi, perché costretta per forza maggiore a lasciare la stanza che ho affittato a Roma, non sapendo a questo punto come potrò fronteggiare la situazione, in un contesto già particolare di suo. Vi chiedo, quindi, di rivalutare la vostra decisione per il bene di tutti noi siciliani che, ancora una volta, non vedono altro che porte in faccia dalla propria regione, la stessa regione che invece “è da sempre terra di accoglienza, brava gente con grande senso dell’umanità.”
Consci delle vostre responsabilità nei confronti di tutti siciliani, attendiamo un suo riscontro.

Cordialmente,
Flora Oliva

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