Una Quarta Intifada?

La decisione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, presa ieri e annunciata già da qualche giorno, ha creato numerosi scompigli in medio Oriente e in tutto il mondo diplomatico.
Non si può dire che non mantenga le promesse, e che molto spesso prenda decisioni, scomode, che i suoi predecessori, pur annunciandole, non hanno mai avuto il coraggio di prendere; è anche vero però che una decisione di questo calibro, avrà indubbiamente degli effetti contrastanti.
Anzi in queste ore si stanno vedendo le reazioni da parte del popolo Palestinese contro gli Stati Uniti, con bandiere e foto in fiamme. Tutti sanno il grande rapporto che lega Israele agli U.S.A., in realtà, in questo momento, è l’unico partner del quale si possano fidare, visto il lento declino che stanno subendo soprattutto a livello politico, economico, militare e diplomatico; pian piano sempre più Stati stanno abbandonando l’attuale amministrazione statunitense, sviluppando una propria politica diplomatica, parallela.
La Palestina ha messo e continua a mettere grande impegno nelle operazioni di pace, però ci sono le forti pressioni di Hamas che preme per una nuova Intifada, la quarta, e questo creerebbe ulteriori tensioni ed una probabile nuova guerra in Medio Oriente, dove da anni vi era una certa stabilità, più un equilibrio del terrore in realtà.
Una nuova rivoluzione non porterebbe a nulla viste le numerose guerre che si sono e si stanno combattendo ancora ora per sconfiggere l’ISIS nelle loro zone di influenza, anche se secondo fonti di una agenzia russa a quanto pare sembrerebbe che si sia definitivamente sbloccata, e con la conquista di Raqqa, roccaforte ISIS, e la conquista totale della Siria, si sarebbe sgominato il terrore ISIS in medio oriente con l’aiuto di Iran, Russia, Turchia e il regime di Bashar Al-Assad.
Purtroppo i problemi tra Israele e Palestina hanno una data molto lontana rispetto ai nostri tempi, e credo che il momento di svolta, in negativo, sia stato durante la prima guerra mondiale, nel 1916 con gli accordi di Skyes-Picot e la spartizione delle zone di influenza in medio oriente, con conseguenze inenarrabili che portiamo avanti fino ai giorni nostri; questo accordo fu preso da Francia ed Inghilterra durante la prima guerra mondiale con un patto segreto, che portò a distruzioni e guerre delle quali oggi noi ne paghiamo le conseguenze.
La decisione del Presidente Trump, è comprensibile per molti motivi, ma incomprensibile per molti altri; la si può capire per la linea seguita dai presidenti americani da Reagan in poi; per il neo isolazionismo che ha portato la nuova amministrazione, un isolazionismo che, in pochi sanno, è nella cultura dei padri fondatori americani e che fino a prima del presidente Woodrow Wilson, sia che fossero repubblicani sia democratici, hanno tutti rispettato e perseguito.
Prima di dare giudizi affrettati, bisognerebbe prima guardare in casa propria, mi riferisco soprattutto alla Francia visti gli innumerevoli casini, scusate il termine, che ha creato e portato negli anni successivi alle due guerre mondiali; l’attesa ci dirà quale sarà il destino di questi due stati, Israele e Palestina, che da troppi anni sono in conflitto tra loro, soprattutto per motivi ideologici e religiosi, portando con se distruzione e scompiglio soprattutto a livello sociale.

 

GIANMARCO SCOLLO

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