Trasporti, Siracusa da terzo mondo: l’indignazione di una docente che si è trasferita in Friuli

Siracusa – Servizi per i più deboli, trasporti, sanità: sono tutte tematiche che danno la quantificazione dell’indice Isu (Indice di Sviluppo Umano). Un parametro di ricerca e di misurazione sociale che viene utilizzato per i paesi in via di sviluppo, ma che rappresenta uno strumento molto utile per comprendere il livello di qualità della vita a Siracusa, dove, per esempio, chi deve recarsi all’ospedale Rizza, in periferia, se non ha l’auto rischia di non potere accedere al servizio sanitario. Utilizzare gli autobus pubblici, è, infatti, un problema. Un disservizio testimoniato da centinaia di segnalazioni di avviliti cittadini, a cui adesso si aggiunge anche lettera aperta, agli amministratori comunali, di una docente siracusana che lavora in Friuli. Ecco, integralmente, la sua indignata missiva inviata ai mezzi d’informazione:
“Caro Amministratore, come mai hai lasciato una meraviglia del genere, per venire qui? questa è stata una frase di una collega.La mia risposta:”un po’ per scelta,un po’ per dovere(lavoro).Vivo e lavoro dall’87 in un paesino della provincia di Pordenone, FVG.Non scrivo per fare confronti, sarebbe banale e non è questo il motivo. Sono grata al Friuli,terra di adozione, ma rimango sempre legata alla mia città di origine, Siracusa.Torno ogni anno, adesso a maggior ragione per motivi di famiglia. Vengo al dunque: si sono susseguite amministrazioni varie, ma la situazione dei trasporti urbani non di certo è andata migliorando. Ho visto che circolano dei bus elettrici che collegano parti della città ad Ortigia, ma Siracusa non è solo Ortigia e Corso Gelone, è anche altro; si sta espandendo con la nascita di agglomerati e con la presenza di presidi. Uno di questi è l’Asp contrada Pizzuta.Per ragioni di famiglia,mi sono dovuta recare li,sono andata a piedi da via Udine, prima in cerca dei biglietti per autobus, dopo in cerca della fermata del 12. Ho trovato il biglietto per l’autobus in una rivendita in prossimità di viale Teracati, ho trovato un’insegna di fermata in viale Teracati, ma non era chiaro se era per un bus urbano, non veniva specificato nulla, neanche l’ombra di un orario. Scarpinando,scarpinando, allora, ho raggiunto l’Asp. Al ritorno avrei voluto prendere il bus, ma in prossimità dell’uscita non c’era nulla che attestasse la presenza di una fermata dell’autobus. Scarpinando, scarpinando, pensavo che per raggiungere quei luoghi di ausilio al cittadino, non tutti avrebbero potuto avere buone gambe, permettersi il Taxi, avere la macchina, o l’amico che ti porta, o se ce l’hai, perché non andare con il bus, più economico e meno inquinante? Ripeto: Siracusa è altro che una città turistica, con grossi nomi dello spettacolo e della cultura che vengono ospitati. Allora Amministratore che sei stato votato, perché non tieni conto conto della gente comune, del viaggiatore, di chi ha bisogno, di chi vuole e deve muoversi . Dall’altra parte l’elettore ed il cittadino deve avere la coscienza ed il rispetto che un bene comune, un servizio,va rispettato. Sinceramente,
Antonia Bonamico
PS:durante il lungo calvario di sofferenza dei miei genitori, ho incontrato persone che credono nel lavoro che fanno, ma tante volte non sono messe nelle condizioni di poter operare.Grazie comunque.
Antonella Bonamico

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