Rizza riparte da Villa Politi dopo il bagno di folla tra i suoi irriducibili sostenitori

Siracusa –La grande sala delle conferenze di Villa Politi colma fino all’inverosimile ed auto parcheggiate lungo tutta via Politi Laudien: è stata davvero un bagno di folla l’apertura della campagna elettorale di Antonello Rizza. Una domenica mattina, quella di ieri, tutta giocata sul filo delle emozioni, durante la quale Rizza ha parlato direttamente ai propri elettori cercando di contenere, appunti, gli stati d’animo che hanno travolto, in alcuni momenti, lui ed il suo pubblico. Come quando, con voce rotta dall’emozione l’ex sindaco di Priolo ha parlato della sua città, nella quale gli è stato imposto il divieto di dimora.
“Non posso risiedere a Priolo dove mi sono impegnato fino allo spasimo per cambiare totalmente il mio paese, con una radicale rivoluzione che ha totalmente mutato l’immagine della città, innalzato la qualità della vita, restituito alla fruizione comune parchi e giardini prima abbandonati” – ha detto Rizza – Lascio un Comune con un avanzo d’amministrazione di 39 milioni di euro. Le economie si posso ottenere in due modi: o non amministrando e, quindi, non spendendo, oppure amministrando con l’oculatezza del buon padre di famiglia. Ed è quello che abbiamo fatto, pigiando sull’acceleratore della macchina burocratico per realizzare tutti quei progetti che, negli ultimi anni, hanno cambiato il volto di Priolo”.
Parlando della sua vicenda giudiziaria l’ex sindaco ha sottolineato di aver detto ai magistrati che, se la sua colpa è di aver fatto pressioni sui funzionari perché i progetti in cantiere si realizzassero in fretta, allora è colpevole in decine di altri episodi. Perché lui è sempre stato molto presente nella macchina organizzativa dell’amministrazione, seguendo le iniziative passo dopo passo, calibrando i ritmi ed i carichi di lavoro. Una presenza, senza la quale, la rivoluzione che ha cambiando Priolo non si sarebbe potuta fare2.
Tutti passaggi intercalati da lunghi e scrocianti appalusi, che il pubblico presente ha voluto fare perché Rizza sentisse forte il calore ed il coinvolgimento emotivo dei suoi elettori”.
“Se non fossi stato pressante e presente nell’azione amministrativa non avremmo potuto trasformare, in solo un anno e mezzo, Marina di Priolo da discarica maleodorante e terreno di conquista dei roulottisti catanese, nella ridente località turistica e super attrezzata che è adesso. Non avremmo potuto erogare i tantissimi servizi gratuiti che Priolo eroga adesso ai suoi cittadini, non avremmo potuto abbassare i tributi locali, non avremmo cambiato, insomma, in pochi anni, il volto di Priolo. Ma, se qualcuno pensa che io possa essere colpevole, abbandoni subito questa sala – ha continuato l’ex sindaco – perché ho bisogno di elettori, amici, compagni di strada che credano fermamente nelle nostre battaglie e nella trasparenza dell’azione che stiamo conducendo”.
Antonello Rizza ha quindi parlato della sua campagna elettorale.
“Per una settimana sono stato nel bunker – ha detto – in un tunnel d’ansia e di angoscia che non auguro nemmeno al mio peggior nemico. Un tunnel percorrendo il quale ho pensato al mio Comune ed alle cose che avrei dovuto ancora fare per la mia Priolo, alla mia famiglia, ai miei amici, a tutti voi che adesso mi siete così vicini. Ma adesso è tornato il tempo del fare, dobbiamo recuperare il tempo perduto lavorando tutti insieme per l’obiettivo finale”.
E poi i ringraziamenti per il sostegno che ha avuti in momenti tanto duri: “Un pensiero va alla mia meravigliosa famiglia, a mia moglie (che è più della mia metà), ai tanti amici che non hanno avuto un attimo dì esitazione nel sostenermi quando ne avevo più bisogno, a mio padre ed a chi non c’è più, ma che mi guarda dal cielo e gioisce per la forza e la determinazione che stiamo dimostrando dopo la bufera che ci ha travolti.
La convention è stata aperta da Giovanni Parisi, che, oltre ad essere il presidente del Consiglio Comunale di Priolo, è uno dei punti di forza della campagna elettorale di Rizza.
“Siamo qui per esercitare un diritto democratico – ha detto Parisi – per continuare il percorso intrapreso con la sindacatura di Antonello Rizza a Priolo, per la crescita sostenibile del nostro territorio attraverso la forte azione che sarà possibile esercitare anche a Palermo. Secondo le regole, rispettando il dettato legislativo, anche a Priolo noi vogliamo comunque andare avanti, perché c’è una maggioranza in Consiglio che può ancora dare il suo forte contributo per la crescita di Priolo”.
Parisi ha poi gridato con forza che i processi si fanno nelle aule dei tribunali e non su giornali e tv, mentre le battaglie politiche si conducono attraverso il leale confronto tra avversa, senza gli sciacallaggi di questi ultimi giorni. Abbiamo piena fiducia nel lavoro che sta portando avanti la magistratura, ciascuno nel rispetto delle sue competenze – ha concluso Parisi – ed andiamo avanti con la serenità di chi ha sempre lavorato esclusivamente per il bene comune”.

Immediatamente prima dell’ex sindaco di Priolo, è intervenuto il suo legale, l’avvocato Domenico Mignosa, che ha puntato sulle questioni strettamente giudizierie.
“Chi si aspetta da me toni trionfalistici resterà deluso. La questione è delicata: il tema è il rapporto tra politica e giustizia – ha detto – Nessuno conosce meglio di me la situazione di Antonello, che difendo sin dal primo momento. Il Rizza è stato sottoposto a una indagine capillare dal 2012. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali sono migliaia. Le persone sentite per provare ipotesi di reato contro Rizza sono centinaia. Ma questa montagna di carte non ha prodotto nulla sino ad oggi”.
“Nei provvedimenti giudiziari Rizza è stato raffigurato la peggiore delle persone, come un delinquente e si è detto su di lui veramente tutto. Ma se veramente fosse stato così, perche mai sarebbe ancora in libertà? Insomma, se lui è veramente responsabile di reati così gravi, non comprendo come sia ancora in libertà. Perché, se ci fossero state ragioni fondate sulla commissione di un reato, Rizza doveva andare in carcere, ma se questo non c’è stato, perchè Rizza è stato costretto ai domiciliari? Tant’è che il Gip lo ha rimesso in libertà”.
“Sono piu di cinque anni che seguo Rizza rispetto a questa vicenda giudiziaria e credetemi che nonconosco altri uomini come lui cosi tenaci e forti – continua l’avvocato Mignosa – Vi sono delazioni, intercettazioni inventate (non dalla polizia ma da coloro che sapevano di essere intercettati), ma ci sarà modo e tempo per chiarire e per capire. Comunque, se non ci fosse stato l’equilibrio di un Gip, a cui va tutta la mia considerazione, in questo momento Rizza e voi non sareste qui. Sarò in grado di dimostrare la sua assoluta estraneità nei luoghi giusti. Avrebbe indotto i funzionari ad operare in una certa maniera? Ma dove sta il reato? Sollecitare un dipendente pubblico ad operare per il bene della città non è reato, perché altrimenti dovrebbero essere fermati centinaia di altri sindaci siciliani, tutti quelli che lavorano con costanza equilibrio ed abnegazione per far funzionare la macchina amministrativa del proprio Comune””.

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