Pastori antichi e moderni. Teocrito e le origini popolari della poesia bucolica

Conducendo da alcuni anni molte interviste nella realtà agropastorale del Meridione italiano, Lelli ha sviluppato e divulgato un metodo di ricerca che unisce alla filologia l’approccio comparativo proprio delle discipline demoetnoantropologiche: la“demofilologia”. Ha così dimostrato che la memoria degli anziani contadini o dei pastori del Meridione conserva, in modo sorprendente, una millenaria cultura immateriale: superstizioni, credenze, proverbi, canti, gesti quotidiani, canti, di cui anche i più idealizzati classici sono permeati. Nel suo ultimo lavoro, Pastori antichi e moderni. Teocrito e le origini popolari della poesia bucolica (Olms Verlag, Hildesheim – Zürich – New York 2017), Lelli applica il metodo ”demofilologico” agli idilli di Teocrito, un autore che come pochi altri offre ai lettori un repertorio straordinario di tratti di cultura popolare, che divengono pienamente comprensibili solo grazie alla comparazione folklorica con le tradizioni del mondo agropastorale moderno, offrendo la possibilità di compiere un viaggio della memoria in una duplice direzione: non solo dagli antichi a noi, ma anche dall’attualitàal passato. L’Autore propone un’immagine diversa della poesia bucolica teocritea attraverso la comparazione folklorica con la realtà agropastorale delle società storicamente e culturalmente discendenti da quella greca. Attraverso il confronto con la tradizione del canto popolare euromediterraneo, nonché attraverso le preziose testimonianze dirette (epigrafiche e archeologiche) del mondo contadino antico fra V e I sec. a.C., si può leggere la poesia teocritea in modo ben diverso da quello tradizionale

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