“Luce e geometria sacra”, Ortigia ospita il secondo seminario dell’Accademia dei Filaleti (VIDEO)

Si è svolto stamattina al Grand Hotel di Ortigia il seminario “Luce e geometria sacra: microcosmo e macrocosmo”, il secondo dei tre incontri organizzati dall’Accademia dei Filaleti.
Introduce il seminario Andrea Corso, referente locale dell’Accademia, ricordando il tema del primo incontro in cui protagonista è stata Siracusa con la sua storia e la sua fondazione, avvenuta 2750 anni fa.
Apre i lavori Antonio Casciaro, sociologo e cultore delle tradizioni orientali, sottolineando come il seminario coincida con la prima fase equinoziale, in cui la luce perde la sua potenza aggressiva. In questa fase si apre la possibilità di connettere il nostro microcosmo ai piani sottili. Casciaro spiega come approfondire i temi della Luce e della Geometria Sacra, possa creare uno squarcio che ci
permetta di connetterci alla matrice originaria, di entrare nelle dinamiche della luce, rispondendo ad un bisogno antropologico. Perché l’uomo è progettato per aprirsi alla luce.

A seguire, l’intervento del professore di filosofia antica all’Università di Udine, Salvatore Lavecchia, il cui tema è la “meditazione sul comprendersi”. Passando per un approfondimento spirituale delle immagini geometriche, Lavecchia spiega cosa ha a che fare l’atto del comprendere, che è atto generativo, con l’immagine della sfera di luce.
I temi trattati da Lavecchia sono poi commentati dal professor Francesco Zucconi, docente di geometria all’Università di Udine, il quale cita “Gli stati molteplici dell’essere” di René Guénon. L’autore, in questo testo, espone la sua visione dei vari livelli di realtà che coesistono nella totalità dell’essere. Zucconi, accennando al metodo simbolico, spiega in chiave matematica il concetto di sfera di luce attraverso l’esempio del nastro di Moebius, identificabile con il simbolo di infinito.

Comune denominatore di tutti gli argomenti trattati, la spiritualità e la ricerca della conoscenza quale mezzo per superare la dualità tra interiore ed esteriore, troppo spesso separati nettamente l’uno dall’altro. La sfera di luce è dunque il centro di luce spirituale che, per sua natura, trascende lo spazio e il tempo, ma anche la discontinuità tra interiorità ed esteriorità.
Il dibattito finale si concentra sul simbolismo e sulla geometria sacra che da sempre indaga la natura. Dante stesso definisce la geometria: “bianca, monda da ogni impurità”.

Chiara Dimauro

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