Eligia assassinata in casa, è morta per soffocamento

Intervista al padre della giovane infermiera, Agatino Ardita.

Eligia Ardita

“In Memoria di Eligia, morta senza un perché”. Abbiamo titolato così il nostro servizio su Eligia Ardita, nell’ultimo numero di Life magazine, lanciando l’appello dei familiari che pretendevano di sapere la verità. E la verità è giunta come un uragano, travolgendo tutto e tutti: Eligia è stata uccisa. I risultati dell’autopsia non lasciano dubbi, la giovane infermiera ha forti contusioni alla testa non compatibili con corpi contundenti  che avrebbero potuto ferirla incidentalmente ed è comunque deceduta per soffocamento meccanico. Quindi, qualcuno l’ha colpita al capo, probabilmente a calci e pugni, soffocandola subito dopo. Oppure l’ha lasciata tramortita e la morta è arrivata a causa di un forte riflusso gastrico che le ha bloccato la trachea. Ma il problema più complicato da risolvere per gli inquirenti è la posizione in cui è stato trovato il corpo, perfettamente composto nel suo letto matrimoniale, come se la donna si fosse sentita male nel sonno.

“Avevamo cenato insieme poco prima che spirasse – dice il padre, Agatino Ardita –  mia figlia era un’infermiera professionale molto esperiente, sapeva che per il riflusso gastrico che la affliggeva doveva andare a letto almeno due ore dopo i pasti. Non sarebbe mai andata a dormire subito dopo cena”.

Agatino continua nella sua dolorosa riflessione ricordando che ha trovato la figlia pulitissima, senza alcun residuo di liquido organico sul pigiama, sul materasso o tra le lenzuola.

“Una donna incinta ha tantissima ritenzione idrica – spiega il padre – quando il corpo resta senza vita la vescica e lo sfintere rilasciano il loro contenuto, quindi, secondo me, mia figlia non è morta dove è stata poi trovata dai medici che l’hanno trasportata in ospedale”.

Il padre è infuriato anche con il ginecologo del 118 che è intervenuto dopo  che il marito di Eligia ha lanciato l’allarme sulle condizioni di salute della moglie.

“Mia figlia stava quasi per partorire – ricorda Agatino – constatandone la morte, il medico, anziché rompergli le costole cercando di rianimarla, avrebbe dovuto fare un parto cesareo d’emergenza per cercare, almeno, di salvare la bambina che aveva in grembo”.

Intanto, la magistratura continua nel suo capillare lavoro d’indagine che, fino ad ora, non ha mai tralasciato la pista dell’omicidio, anche quando tutto faceva pensare ad un malore della povera infermiera in procinto di avere la sua prima figlia.

Eligia Ardita, prima di laurearsi in Scienze infermieristiche ed intraprendere la sua carriera professionale al pronto soccorso dell’ospedale di Siracusa, ha avuto una esperienza lavorativa a Video Regione, dove si occupava della segreteria di redazione. Era una ragazza solare, con tanta voglia di crescere ed un amore infinito per la vita. Anche nel predisporre gli appuntamenti del telegiornale era molto attenta al sociale, alle storie d’emarginazione, alle notizie avrebbero potuto aiutare gli altri. Una predisposizione verso il “bene comune” che l’ha condotta, subito dopo, appunto, sul percorso accademico di Scienze infermieristiche ed in prima linea nella trincea dell’Umberto Primo.

Infine, quella maledetta cena a casa sua, in un’atmosfera apparentemente tranquilla. L’ultimo bacio al padre prima che andasse via, poi la telefonata del marito che lanciava l’allarme: “Eligia si è sentita male, ha perso conoscenza”. E la vita, così, le è sfuggita tra le dita infrangendo tutti i suoi sogni di donna e di madre. Morendo, insieme alla bimba che aveva in grembo, senza un perché. Anche se il lavoro dei carabinieri e della Procura stanno facendo, gradualmente, venire a galla le vere motivazioni dell’omicidio. Una terribile verità che Agatino Ardita da tempo ormai sospetta, ma che forse, al momento è prematuro definire in tutti i suoi dettagli.

Pippo Cascio

Commenti

commenti

1 Commento su questo Articolo

  1. Verificati i tabulati telefonici del marito?

    Rispondi

Lascia un Commento