In guerra per denaro

Diciamola tutta, non si fa mai nulla per niente, c’è sempre un secondo fine dietro ad ogni azione.
Parafrasando (erroneamente), un pensiero machiavelliano “il fine giustifica i mezzi”, e gli Stati Uniti hanno dato l’ennesima conferma di questo detto. L’ultimo bombardamento in Siria, contro il regime di Assad, ha provocato la morte di decine di uomini, appartenenti alle forze popolari siriane.
Il fine è ben preciso, non combattere l’Isis, che è stato definitivamente sconfitto dalle forze congiunte di Siria, Russia, Iran e Turchia, ma accaparrarsi le risorse terrene di quel paese e far si che gli Stati Uniti acquistino maggiore influenza, in un paese dove non sono visti di buon occhio ed avere così maggior potere di acquisto ed un monopolio che ancora oggi non sono riusciti definitivamente a conquistare. E’ chiaro ora che si sta combattendo una guerra di influenza tra Russia e Stati Uniti, e che si stia tornando ad una grande frattura tra i due paesi, e che con il passare dei mesi e con le accuse riguardanti il Russiagate, le proteste e gli animi non si calmeranno; e che questa frattura sarà destinata ad allargarsi, col rischio che scenda una nuova cortina di ferro, non sull’Europa ma sul mondo intero.

 

GIANMARCO SCOLLO

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