“I CENTO PAZZI”: APPLAUSI E RIFLESSIONI PER LA COMMEDIA DI GIOVANNI GUARDIANO CHE RACCONTA IN MODO INUSUALE LA MAFIA.

Una scelta stilistica netta, chiara. Raccontare con ironia e comicità alcune delle più drammatiche storie di mafia che hanno attanagliato la Sicilia. Una commedia scritta, diretta e interpretata dall’attore Giovanni Guardiano, andata in scena, in sold out, venerdì e sabato al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla. “I cento pazzi”, ovvero le storie di mafiosi che hanno spadroneggiato nell’isola e che, una volta arrestati, sono finiti alla sbarra. Lo spettacolo ha raccontato il maxi-processo alla mafia degli anni ’80 e lo ha fatto con lo strumento dell’ironia, per raggiungere facilmente il pubblico per poi spingerlo, dopo la risata, verso la più seria delle riflessioni.
E così il maxi-processo lo si rilegge per quel che è, ovvero un processo dove i “padrini” si arrampicano sugli specchi e gesticolano come fossero pupi di teatro. In quelle aule si camuffano utilizzando maschere con le quali sperano di nascondere la loro vera natura.
Guardiano, indossando una giacca bianca con una rosa rossa all’occhiello, decide di raccontare quella storia, parla del pentito Tommaso Buscetta che ha avuto un ruolo importante per il processo, svelando tutti i particolari di Cosa Nostra, racconta dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i pochi, insieme a qualcun altro, ad aver avuto il coraggio di combattere questa piaga.
Giovanni Guardiano ha saputo, con la sua intensa capacità interpretativa, narrare quelle storie che fanno rabbia ai siciliani onesti ma anche a chi siciliano non è ma sa quanto vale questa bellissima terra.
Si ride tanto durante “I cento pazzi”, ma è un riso amaro in una rappresentazione teatrale che resta una denuncia sociale in cui l’attore di origine ragusana mira a dissacrare il più possibile.
Come di consueto, le serata è stata accompagnata dall’aperitivo curato dalla Pasticceria Di Pasquale per la Cultura. La stagione teatrale è diretta da Vicky e Costanza Di Quattro, con la collaborazione di Clorinda Arezzo, responsabile relazioni esterne del teatro, e gode del patrocinio del Comune di Ragusa e il sostegno di vari sponsor privati.

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